martedì 25 agosto 2015

Post-umano, tecnologia e neuroscienze

di Alberto Carrara, L.C.

Santiago del Cile. Da lunedì 10 agosto ho iniziato i moduli intensivi per studenti e docenti dell’ Università Finis Terrae all’interno di una delle grandi tematiche contemporanee, quella del trans e post-umanismo. Le lezioni durano 4 settimane, sino al 4 settembre. La prima settimana è stata dedicata all’amplia introduzione ai corsi: La persona nell’era del post-umano. Tecnologia e neuroscienze al servizio del sogno dell’immortalità: una riflessione interdisciplinare all’interno della neurobioetica contemporanea. I concetti che si sviluppano lungo il corso sono quelli di: cyborg, coscienza, corporeità, neuroscienze, immortalità, etc. Oggi presento il primo grande capitolo dedicato ai fondamenti tecnologici e neuroscientifici che possono trovarsi alla base di riflessioni trans e post-umanistiche contemporanee. La presentazione PREZI in lingua spagnola è disponibile QUI.

Il percorso che ho scelto di sviluppare parte dalla descrizione storica dell’ampia tematica relativa al trapianto di cervello umano. Attraverso un video (in lingua spagnola) ho introdotto i due scienziati che per primi hanno sperimentato tecnologie di trapianto di testa in modelli animali, per essere precisi, in ordine cronologico:

il chirurgo russo Vladimir Demikhov, che nel 1954 realizzò con successo per la prima volta nella storia della medicina il trapianto di testa da un cane ad un altro;

il chirurgo americano Robert White che nel 1970-71 portò a compimento il primo trapianto di testa da una scimmia, nel corpo di un’altra.

Attualmente e recentemente, il neurochirurgo italiano Sergio Canavero ha annunciato al mondo la data del primo trapianto di testa nell’essere umano: il 2017. Il suo progetto di ricerca si chiama: “GEMINI” ed è stato presentato in due pubblicazioni apparse sulla rivista Surgical Neurology International (SIN) nel 2013 e nel 2015.


Dopo questa prima panoramica, ho presentato, con l’aiuto di un video, l’evoluzione della tecnologia in campo robotico. Un secondo video illustra la vera e propria “umanizzazione” della robotica stessa, sempre più plasmata ad “immagine” umana.


Ho dedicato successivamente un lungo paragrafo ad illustrare e descrivere le scoperte ed applicazioni neuro-tecnologiche che stanno costituendo una vera e propria “robotizzazione” dell’umano. Mi riferisco al’ambito delle interfaccie: cervello-macchina (o computer) e cervello-cervello, da alcuni anche ribattezzate interfaccie mente-mente.


Dopo aver sintetizzato la storia degli sviluppi di interfaccia cervello-macchina in modelli animali, che sfruttano le conoscenze del funzionamento della corteccia motrice e, recentemente, della corteccia parietale, ho presentato alcuni casi emblematici in cui nell’essere umano, già si sono applicate con successo tali interfaccie cervello-computer-protesi robotiche. Mi riferisco al caso di Jan Scheuermann (The Lancet, 2013; Journal of Neural Engineering, 2015), di Erik G. Sorto (Science, maggio 2015) e, infine, della cosiddedda “telepresenza robotica” descritta e presentata a giugno di quest’anno (Proceedings of the IEEE, 2015).


Dopodiché ho illustrato le ultime conoscenze neuroscientifiche relative alla “coscienza umana”, tematica “iceberg” per quanto concerne l’individuazione delle aree e delle specifiche reti neuronali che sottendono la manifestazione dell’autocoscienza soggettiva.

Infine, muovendo dalle recentissime affermazioni di Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, sulla cosiddetta “telepatia” nell’ambito del prossimo futuro della comunicazione globale, ho presentato le ultimissime innovazioni neuro-tecnologiche relative alle interfaccie cervello-cervello nell’essere umano.

Cito solamente le sigle e le denominazioni di questi ultimi sviluppi:

B2B (Brain-to-Brain, PLOS One, agosto e novembre 2014),


B2T (Brain-to-Text, Front. Neurosci. 12 giugno 2015)


Brainets (Brain-to-Brain Networks, Scientific Reports, 9 luglio 2015).


Il capitolo si conclude con una presentazione esaustiva del cosiddetto progetto 2045 del miglionario russo Dmitry Itskov che riassume in un intento trans e post-umanista tutti questi sviluppi relativi alla robotica e al cervello umano. 

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