mercoledì 23 settembre 2015

Hiroshi Ishiguro e la copia robotica di se stesso

Il dott. Ishiguro e la copia robotica di se stesso
di Alberto Carrara, LC

Dopo i miei corsi estivi universitari in Cile dedicati all’ampia tematica neurobioetica relativa al trans e post-umanismo, che sintetizza due grandi ambiti di ricerca, la robotica e le neuroscienze, oggi voglio presentarvi uno dei protagonisti della cosiddetta “umanizzazione della robotica”. Si tratta del dottor Hiroshi Ishiguro, tra l’altro, punta del progetto 2045.

Hiroshi Ishiguro è il direttore dell’ Intelligent Robotics Laboratory della citta giapponese di Osaka. La sua fama, nell’ambito dell’ingegneria robotica si deve alla produzione di numerosi umanoidi e androidi dalle sembianze notevolmente umane. Questi “strumenti” che a detta dello stesso Ishiguro, rendono presente l’essere umano, hanno sembianze maschili e femminili. Hanno persino dei nomi: Robovie, Repliee, Geminoid (nelle sue due versioni, al momento), Telenoid e Elfoid. Di seguito si può scorrere la galleria relativa a queste evoluzioni tecnologiche, QUI.  

Il dottor Ishiguro ha fatto parlare di sé a livello mediatico quando ha prodotto le due versioni di Geminoid, la replica robotica di se stesso!

Nella visione post-umanistica questa è una delle prime fasi: la produzione del “guscio” o “involucro”, insomma, per capirci, dell’avatar che dovrà contenerci, meglio, che dovrebbe contenere la coscienza personale umana, da decodificare a partire dal cervello e poi da rendere digitalizzabile, cioè mera informazione da poter passare a piacimento su diversi supporti.

Se da un lato, è indubbio e magnifico lo sviluppo tecnologico legato alla robotica, basti pensare alle applicazioni, ancora esigue, di protesi sofisticate attraverso sistemi di interfaccia cervello-macchina, dall’altro canto, sono numerose le questioni antropologiche e neurobioetiche che sottendono, non i dati scientifici e gli sviluppi tecnologici, ma le visioni o interpretazioni dell’umano di stampo post-umanistico.  Oltre alla grandissima e dibattutissima questione legata alla “coscienza” e “autocoscienza” soggettiva e alle sue basi neurofisiologiche, ciò che considero maggiormente rilevante nel dibattito è proprio il tema della corporeità umana. Può il nostro corpo umano essere semplicemente un guscio interscambiabile a piacimento? Può la nostra corporeità essere così estrinseca da noi stessi da potercene liberare? ...

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