lunedì 30 novembre 2015

HUMAI. La “neuro-risurrezione” in vendita?

di Alberto Carrara, L.C.
Coordinatore del Gruppo di Neurobioetica (GdN)

“HUMAI” è una sigla che già si presenta come una sorta di “marchio”. Marchio di che cosa? Che vende? Beh, a detta degli ideatori e promotori di questo ennesimo progetto post-umanista, è in “vendita” la “vita eterna”, una supposta eternità. Sì, proprio così. HUMAI significa, infatti, “risurrezione umana attraverso l'intelligenza artificiale” ed è una società australiana, un consorzio, una ditta (la chiameremo noi in Italia), in inglese si denota come “AI company”. Qual’è l’obiettivo di questa compagnia? “Ridefinire l’oltre-vita”! Cosa da poco! Re-interpretare l’eternità dell’essere umano. Così si legge nella pagina internet ufficiale.

giovedì 26 novembre 2015

Il cervello, l'organo più misterioso dell'universo

Quest’oggi alle 18:00 presso l’Ateneo Regina Apostolorum (APRA), il prof. P. Alberto Carrara, L.C. impartirà una lezione magistrale intitolata: Il Cervello umano. L’organo più misterioso dell’universo, rivolta agli studenti della Facoltà di Filosofia dell’APRA.
Contestualizzando l’epoca in cui viviamo, caratterizzata da uno spiccato “neuro-centrismo” e da una parallela “neuro-mania”, il prof. Carrara, delineerà il contesto nel quale è sorta, sin dagli anni Settanta, la neuroetica. Quest’humus è quello che si rintraccia analizzando diacronicamente la storia della medicina con particolare attenzione a ciò che riguarda l’organo umano più misterioso dell’universo: il cervello. Dagli antichi egizi alle moderne neuro-tecnologie, dall’accento ai casi clinici relativi a meccanismi bottom-up di relazione mente-cervello, fino alle numerose evidenze dei sistemi top-down, emerge una visione sull’essere umano (antropologica) altamente integrativa e realista, che, sebbene ben ancorata alla biologia (al cervello), denota a partire da essa, un’apertura che si declina in tutte le molteplici dimensioni umane: dalla corporeità-sessuata al linguaggio, dall’estetica alla religiosità, dall’intersoggettività alla storicità, etc. 

martedì 24 novembre 2015

Auguri Lucy!

Oggi, 24 novembre 2015, compie soltanto 41 l'ominide più famoso della storia: la famigerata Lucy. Ma quale delle due? Beh, a dire il vero i 41 anni si riferiscono al ritrovamento di quella più anziana e pelosa. La sua scoperta ha permesso di ricostruire alcuni dettagli sull'evoluzione biologica umana sconosciuti fino al 1974. L'australopiteco Lucy (che qui vediamo in una scena del film omonimo di Luc Besson) è venuto alla luce 41 anni fa in Etiopia grazie al paleontologo americano Donald Johanson, come afferma la spiegazione del doodle di Google di oggi. 

Il 40% dell’apparato scheletrico, raccolto nei pressi del fiume Hadar, ha dato forma all'"ominide AL 288-1", poi ribattezzato Lucy in omaggio alla canzone dei Beatles Lucy in the Sky with Diamonds suonata durante la festa per il suo ritrovamento.

Ma cosa interessa alla neuroscienze e alla riflessione sulle sue applicazioni all'umano? Molto, ma la cosa interessante è il legame al film di Luc Besson omonimo la cui scheda tecnica con relativa riflessione neurobioetica si può trovare QUI di seguito. 

La "carta d'identità cerebrale"

Ecco l'ultima cover della rivista Nature Neuroscience. La bella immagine dell'impronta digitale richiama esplicitamente la gran tematica neurobioetica ed antropologica della specificità ed unicità del cervello di ciascun individuo umano. Una sorta di "carta d'identità cerebrale" bastata sulla connettività, cioè sul modo specifico di comunicazione delle aree cerebrali tra loro. Un'antropologia che nel cervello trovi la sua "finestra aperta" privilegiata (per utilizzare un termine caro a Thomas Fuchs e a tutti i neurobioeticisti di stampo realista non riduzionisti) è, non soltanto possibile, ma auspicabile e necessaria! Questo numero dedicato alla "Functional connectome fingerprinting" illumina di più questo cammino verso una "neuro-antropologia" non riduzionistica che sappia interfacciare le antropologie dialogiche e intersoggettive contemporanee con i dati e le interpretazioni delle neuroscienze per una visione dell'umano più solida e reale, che tenga conto di tutte le molteplici dimensioni, senza ridurle semplicisticamente e a-scientificamente. Maggiori informazioni QUI di seguito. 

sabato 21 novembre 2015

Neurodiritto alla UER - 2

Venerdì 13 novembre è iniziato con un'introduzione al neurodiritto, il corso di Antropologia filosofica per gli studenti di giurisprudenza dell'Università Europea di Roma (UER). La prima parte del corso la sta svolgendo il prof. P. Alberto Carrara, L.C., coordinatore del Gruppo di Neurobioetica (GdN) e docente di Antropologia e Neuroetica presso l'Ateneo Regina Apostolorum. Venerdì scorso, 20 novembre, il prof. Carrara ha approfondito il concetto di "neurodiritto", presentando il presupposto che ne chiarisce il contesto. Quest'ultimo è il neuro-centrismo contemporaneo, letto alla luce della storia delle neuroscienze, dagli antichi egizi alle moderne neuro-tecnologie. La presentazione Prezi delle lezioni è disponibile QUI. Il testo di riferimento è: Il delitto del cervello, Codice ed. 2011. Il video-intervista a David Eagleman si trova QUI. Ecco QUI un utile articolo intitolato Neurolaw: A brief introduction (Iran J Neurol. 2015 Jan 5;14,1:53-8).   

venerdì 20 novembre 2015

Neuroscienze del fanatismo?

di Alberto Carrara, L.C.
Coordinatore del Gruppo di Neurobioetica (GdN)
Cattedra UNESCO in Bioetica e Diritti Umani (Roma)

Il 27 febbraio di quest’anno, riprendevo e presentavo il volume 123 della rivista Mente & Cervello dedicato, nel dossier principale, alla tematica estremamente e tragicamente attuale del fanatismo pseudo-religioso e i suoi correlati neurofisiologici e psicologici. La copertina riassumeva, in modo grafica, il Focus dedicato alla tematica di frontiera: “Religione e violenza” che gli editori hanno voluto sintetizzare col titolo in copertina: In nome di Dio.
 
Che cosa si nasconde dietro le seduzioni psicologiche di un estremismo religioso che giustifica violenze e massacri?” si domandano gli editori di M&C. Domanda così tragica alla luce degli attentati di Parigi del 13 novembre. Giovanni Battistuzzi sul Foglio del 17 novembre titola: “Elaborazione del lutto e necessità di una missione. Come cambia la nostra testa dopo le stragi”, riportando l’intervista al neuroscenziato della Sorbona Jacques Perrini. Riprendo alcuni passaggi emblematici dell’intervista che ripropone questa tematica neurobioetica così attuale.

giovedì 19 novembre 2015

Il mistero della vita

Quest'oggi alle 18:00 presso l'Ateneo Regina Apostolorum, il prof. P. Alberto Carrara, L.C. impartirà una lezione magistrale intitolata: Il Mistero della Vita. Basi biologiche per una riflessione filosofica attuale, rivolta agli studenti della Facoltà di Filosofia dell'APRA. Spaziando in ordine progressivo dagli inizi del cosmo, dalla materia inorganica all'organica, sino al vivente, il prof. Carrara, centrando la riflessione sul colossale Progetto Genoma Umano, deluciderà concetti come quelli di: gene, cellula, cromosoma, DNA, proteina, procariote, eucariote, ingegneria genetica, DNA ricombinante, trascrizione, traduzione, etc. considerando ogni aspetto all'interno di una più ampia riflessione filosofica. Emergerà il "mistero" della vita, in particolare, l'affascinante costituzione biologica dell'essere umano. Giovedì prossimo, il prof. Carrara, sulla stessa scia, affronterà il tema del Cervello umano. L'organo più misterioso dell'universo

mercoledì 18 novembre 2015

Personalità e scelte individuali online

La psicologia che correla personalità e scelte individuali. Ecco l'ultima novità. Non soltanto esiste una correlazione tra i tratti della personalità di un essere umano e la tipologia di video gioco a cui indirizza la sua attenzione, ma quest'ultimo studio, che verrà pubblicato sul numero di febbraio 2016 della rivista Computers in Human Behavior correla età e nomi scelti con la valenza sociale e anti-sociale del comportamento messo in atto durante un video gioco online. Leggi QUI  su NeuroscienceNews la sintesi della ricerca e consulta direttamente l'articolo scientifico QUI di seguito. 

lunedì 16 novembre 2015

La pornografia nuoce alla salute

La medicina e le neuroscienze confermano l’estrema dannosità cerebrale del consumo di pornografia

Roma, 15 Novembre 2015 (ZENIT.org) Padre Alberto Carrara
Coordinatore del Gruppo di Neurobioetica (GdN)
Ateneo Regina Apostolorum (Roma)

Secondo il portale di notizie Religionlibertad.com dello scorso 30 ottobre 2015, il fenomeno della pornografia e del suo consumo non può lasciare indifferenti. Infatti le statistiche riportano alcuni dati interessanti: il 25% del traffico in Internet avrebbe carattere pornografico, sarebbero circa 4 milioni i portali dedicati alla pornografia e sarebbero oltre 146 milioni le pagine virtuali visitate ogni giorno e classificate come “pornografiche”. E che dire del giro di denaro legato alla mercificazione del corpo umano e della sessualità? Si stima che il fatturato annuo della pornografia online si aggiri all’incirca attorno alle dimensioni dei 100.000 miglioni di dollari. Altro che multinazionali. Questo “negozio” batte di gran lunga qualsiasi grande marchio come Google, Facebook, Microsoft, ecc.

domenica 15 novembre 2015

Neurobioetica del post-umano, ieri a Milano

Milano, 14 novembre 2015. Lezione magistrale del prof. P. Alberto Carrara, L.C., coordinatore del GdN (Gruppo di Neurobioetica) dell'Ateneo Regina Apostolorum di Roma e Fellow della Cattedra UNESCO in Bioetica e Diritti Umani presso la S.I.S.P.I. (Scuola Internazionale di Specializzazione con la Procedura Immaginativa). Riportiamo l'abstract della lezione. Per approfondimenti il prof. Carrara consiglia il recentissimo volume di Laura Palazzani, Il potenziamento umano. Tecnoscienza, etica e diritto, G. Giappichelli Editore, Torino 2015. 

In questa lezione cercherò di fornire una sintesi interdisciplinare all’emergente tematica del trans e post-umanismo. Muovendo da due pilastri che ne costituiscono il contesto scientifico e culturale, cioè la “cyber-cultura” e la “neuro-cultura”, riassumo il “sogno” post-umanista contemporaneo in tre fasi o tappe:

§  Estrarre il cervello umano dal craneo, cioè dalla corporeità.
§  Estrarre, dopo averla decifrato, la coscienza dal supporto cerebrale e convertirla in informazione digitale.
§  Questa specie di “iodigitale potrà vivere “eternamente” (come accadeva nel film Transcendence o in Lucy).

giovedì 12 novembre 2015

Neurodiritto alla UER

Roma, 13 novembre 2015. Apre oggi, all'interno del corso di Antropologia filosofica per gli studenti di Giurisprudenza dell'Università Europea di Roma (UER), il corso in 5 lezioni sulla tematica neurobioetica emergente relativa al "neurodiritto" che impartirà il prof. P. Alberto Carrara, L.C., Coordinatore del GdN (Gruppo di Neurobioetica) e docente di Antropologia filosofica e Neuroetica presso l'Ateneo Regina Apostolorum (APRA). Ecco il testo  dell'introduzione del prof. Carrara

Per introdurre gli studenti della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Europea di Roma alla tematica antropologica e neurobioetica emergente del “neurodiritto” (contesto culturale noto nel panorama anglofono come Neurolaw), vorrei iniziare con una sorta di “aperitivo” consistente nella visione di alcune parti scelte del convegno che si è svolto, lo scorso 12 marzo 2015, proprio in quest’Ateneo su questa tematica.

mercoledì 11 novembre 2015

La materia grigia che ci permette di riconoscere oggetti e volti

di Alberto Carrara, L.C.
Coordinatore del Gruppo di Neurobioetica (GdN)

FFA” una sigla nota agli esperti di neurobioetica. Ovviamente sì! Si tratta dell’abbreviazione della Fusiform Face Area, conosciuta da oltre due decadi come l’area della corteccia cerebrale che gioca un ruolo chiave (e vitale) e che permette all’essere umano di manifestare ed espletare una capacità semplice, ma fondamentale: quella di riconoscere oggetti, ma soprattutto, volti di individui precedentemente conosciuti e ritenuti a livello mnestico. Ora, un nuovo studio neuroscientifico, come sempre accade nella scienza, compie un passo oltre nella comprensione di quest’area del nostro cervello. 

domenica 8 novembre 2015

Motobot? A motorcycle-riding humanoid robot

Yamaha produced somewhat of a surprise at the Tokyo Motor Show few days ago when it showed a motorcycle-riding humanoid robot. Yamaha has taken a distinct approach, building a human-like robot that sits on a motorcycle and rides it. The self-driving aspects aren’t baked into the traditional vehicle form, they’re actually taking the seat of a human passenger. Unlike most two-wheeled debutants, Yamaha's new Motobot isn't starting out on a small capacity motorcycle, but release images show the humanoid robot riding Yamaha's most sporting motorcycle, the 1000cc R1M....

sabato 7 novembre 2015

Cervello e porno-dipendenza, settembre 2015

di Alberto Carrara, L.C.
Coordinatore del Gruppo di Neurobioetica (GdN)

Dopo aver presentato qualche giorno fa lo studio di marzo 2015 relativo agli effetti della pornografia sul nostro cervello,  quest’oggi riassumo il secondo studio di interesse neuroscientifico e culturale, il più importante perché offre una sintesi ed analizza tutta la letteratura neuroscientifica sull’argomento della dipendenza da Internet, in particolare la dipendenza dalla pornografia. Quest’importante contributo è stato pubblicato sulla rivista Behavioral Sciences il 18 settembre 2015[1].

Il lavoro, intitolato “Neuroscience of Internet Pornography Addiction: A Review and Update”, a firma di T. Love , C. Laier , M. Brand ,L. Hatch e R. Hajela, si compone di ben 46 pagine, un apparato bibliografico ingente (basti pensare alle 311 note bibliografiche che si trovano alla conclusione dello studio) che non nasconde e motiva le critiche di una certa incomprensione delle “neuroscienze della dipendenza” (addiction neuroscience) mosse al recente DSM-5Ma analizziamo brevemente i punti forti di questo studio.

giovedì 5 novembre 2015

Avatar Technology Digest #21

Ecco gli ultimissimi aggiornamenti delle evoluzioni biotecnologiche, tecnologiche, neuroscientifiche e neurotecnologiche applicate all’essere umano. Nataliya Strarovoytova nel video pubblicato il 26 ottobre sul canale YouTube 2045 ci racconta 4 novità della creatività umana. Questo canale è promosso del Progetto Trans-Post-Umanistico 2045 e si intitola AVATAR TECHNOLOGY DIGEST. Buona visione!

martedì 3 novembre 2015

L’uomo può empatizzare con un robot?

di Alberto Carrara, L.C.
Coordinatore del Gruppo di Neurobioetica (GdN)

Un essere umano come me e te può provare simpatia per un robot? Certamente sì, basta ricordarsi della propria infanzia, forse non tanto lontana.
Ma provare empatia per un complesso di acciaio, anche se sofisticato como un umandroide, è realmente possibile?

Sembrerebbe proprio che la risposta sia affermativa. Lo dimostra lo studio neuroscientifico pubblicato quest’oggi (3 novembre) sulla rivista Scientific Reports.