martedì 24 novembre 2015

La "carta d'identità cerebrale"

Ecco l'ultima cover della rivista Nature Neuroscience. La bella immagine dell'impronta digitale richiama esplicitamente la gran tematica neurobioetica ed antropologica della specificità ed unicità del cervello di ciascun individuo umano. Una sorta di "carta d'identità cerebrale" bastata sulla connettività, cioè sul modo specifico di comunicazione delle aree cerebrali tra loro. Un'antropologia che nel cervello trovi la sua "finestra aperta" privilegiata (per utilizzare un termine caro a Thomas Fuchs e a tutti i neurobioeticisti di stampo realista non riduzionisti) è, non soltanto possibile, ma auspicabile e necessaria! Questo numero dedicato alla "Functional connectome fingerprinting" illumina di più questo cammino verso una "neuro-antropologia" non riduzionistica che sappia interfacciare le antropologie dialogiche e intersoggettive contemporanee con i dati e le interpretazioni delle neuroscienze per una visione dell'umano più solida e reale, che tenga conto di tutte le molteplici dimensioni, senza ridurle semplicisticamente e a-scientificamente. Maggiori informazioni QUI di seguito. 

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