mercoledì 30 dicembre 2015

Neuroetica. 1973-2015, un neologismo ancora misterioso?

di Alberto Carrara, LC
Coordinatore del Gruppo di Neurobioetica (GdN)

Stiamo per concludere quest’anno 2015, anno ricco di importanti ricerche nell’ambito delle neuroscienze e delle neurotecnologie applicate all’essere umano. Non è il caso di enumerare tutte le pubblicazioni riguardanti il nostro settore d’interesse, la neuroetica. Vorrei soltanto ricordare la pubblicazione da parte dell’editoriale Springer, di quella che ho “ribattezzato” la “bibbia” della neuroetica

Mi riferisco al nuovissimo Handbook of Neuroethics [1], in 3 volumi, 1850 pagine, suddivise in 23 sezioni per un totale di 117 capitoli. Gli editori, Jens Clausen e Neil Levy, nella loro introduzione alla monumentale opera, forniscono una definizione di neuroetica che, a mio avviso, risulta al momento la più completa e speculativamente la più interessante per svariati motivi, non ultimo poiché non riduttiva, ma includente. Ma da dove proviene il termine “neuroetica”? Chi per primo l’ha coniato? Ci sono prove di questo?

lunedì 28 dicembre 2015

New highlights on Proprioception

Nature Neuroscience, December 2015 Volume 18, No 12. Proprioception (from Latin proprius meaning one's own) is the sense of one's own body and limb position with the body itself acting as the stimulus rather than extraneous forces, as in the sense of touch. Mediated by unknown mechanically activated ion channels at nerve endings, proprioceptors convey fundamental signals required for basic motor functions such as standing and walking (or as illustrated on the cover, tightrope walking while blindfolded)... Reed more HERE.

martedì 22 dicembre 2015

Esiste nel cervello un circuito natalizio?

di Alberto Carrara, LC
Coordinatore del GdN, Gruppo di Neurobioetica

Il 16 dicembre la British Medical Journal ha pubblicato uno studio neuroscientifico in cui si correla lo “spirito natalizio” al cervello umano. Il titolo è dice proprio così: Evidence of a Christmas spirit network in the brain: functional MRI study. Un gruppo di ricercatori danesi, rispettivamente del Danish Headache Centre and Department of Neurology e del Functional Imaging Unit and Department of Clinical Physiology, Nuclear Medicine and PET, Rigshopitalet, Glostrup, Faculty of Health and Medical Sciences, University of Copenhagen, hanno volute rilevare e localizzare lo “spirito natalizio” nel cervello umano, questo lo affermano all’inizio del loro studio: «Objective To detect and localise the Christmas spirit in the human brain». E come si fa questo?

lunedì 21 dicembre 2015

Evidenze dello “spirito natalizio” nel cervello?

Un recentissimo studio neuroscientifico afferma che lo "spirito natalizio" avrebbe un fondamento cerebrale. Sarà proprio vero? Nei prossimi giorni approfondirò il caso, descrivendo la ricerca e sollevando eventuali considerazioni e riflessioni neurobioetiche, a presto, 
prof. P. Alberto Carrara, L.C.

venerdì 18 dicembre 2015

Neurodiritto alla UER – 4

Venerdì 4 dicembre, nella quarta lezione di “neurodiritto” all’interno del corso di Antropologia filosofica per gli studenti di giurisprudenza dell’Università Europea di Roma (UER), il prof. P. Alberto Carrara, LC ha presentato le due sentenze italiane, rispettivamente quella della Corte d’Appello di Trieste (2009) e del Tribunale di Como (2011) che, per la prima volta in maniera significativa, hanno assunto dati derivanti dalla neuro-genetica e dal neuroimaging per operare una riduzione di pena in casi di delitti efferati. La presentazione PREZI è disponibile cliccando di seguito QUI.

Le precedenti lezioni sono qui di seguito sintetizzate: introduzione (13 novembre); prima lezione sui fondamenti del neurodiritto (20 novembre); seconda lezione (27 novembre) relativa ad approfondire il contesto neuroetico e neuroscientifico nel quale sorge il neurodiritto e ad approfondire le due grandi tipologie di dati empirici rilevanti nell’ambito forense: genetica e neuro-diagnostica.

giovedì 17 dicembre 2015

Si nasce gay? Oggi all'APRA

APRA, Ateneo Pontificio Regina Apostolorum (Roma). Quest’oggi alle 18, il prof. P.Alberto Carrara, LC Coordinatore del Gruppo di Neurobioetica (GdN) e Fellowdella Cattedra UNESCO in Bioetica e Diritti Umani, affronterà la spinosa questione del determinismo neuroscientifico nel contesto della sessualità umana. Nello specifico, affrontando il tema della famigerata ipotesi di un cosiddetto “cervello gay”, il prof. Carrara offrirà una sintesi antropologica e neuroscientifica (una riflessione neurobioetica) su questa tematica alla luce dei recentissimi dati della ricerca d’avanguardia sul nostro misterioso cervello. Si può seguire la presentazione in PREZI direttamente cliccando QUI. Una delle domande collaterali, anche se di fondamentale rilevanza è proprio se le neuroscienze e la riflessione sulle loro applicazioni all’essere umano possano o meno aiutare ad una comprensione realista circa la nostra natura umana sessuata. Le neuroscienze possono oggi supportare il fatto che la diversità sessuale non sia soltanto genetica, ormonale, fenotipica (gonadi e caratteri sessuali secondari), ma anche e significativamente neurobiologica, tanto da poter sostenere la presenza di un “cervello sessuato”, maschile e femminile?

martedì 15 dicembre 2015

Cos'è la neuroestetica?

Ecco l'intervista alla dott.ssa Maria Addolorata Mangione, intervenuta al GdN lo scorso 27 novembre. Leggi QUI l'intervista uscita su ZENIT...

lunedì 7 dicembre 2015

Neuroteologia, gli ultimissimi dati

di Alberto Carrara, L.C.
Coordinatore del Gruppo di Neurobioetica (GdN)

Che c’entrano il cervello, l’esperienza mistica e la riabilitazione dopo un danno neurologico? Beh, apparentemente sembrerebbe il solito accostamento da “neuromaniaci”, eppure, un recente studio comparso sulla rivista Neuropsychologia e pubblicato online lo scorso 26 novembre, ci chiarisce il mistero.

Irene Cristofori, Joseph Bulbulia, John H. Shaver, Marc Wilson, Frank Krueger, e Jordan Grafman, ricercatori dell’Istituto di Riabilitazione di Chicago e dell’Istituto Nazionale (USA) di Disordini Neurologici e Ictus, approfondiscono nel loro studio, i correlati neurali dell’esperienza mistica. È questo il titolo del lavoro che, nell’originale in lingua inglese, suona proprio così: “Neural correlates of Mystical Experience”.

martedì 1 dicembre 2015

Neurodiritto alla UER - 3

di Alberto Carrara, L.C.

Dopo un’introduzione (13 novembre) e una prima lezione in cui ho definito il neurodiritto e ho abbozzato i tratti salienti del contesto culturale e scientifico in cui sorge (20 novembre), venerdì 27 novembre ho approfondito agli studenti di giurisprudenza dell’Università Europea di Roma (UER), all’interno di questo corso di Antropologia filosofica, il vasto panorama della neuroetica. Consulta la presentazione Prezi QUI

È la neuroetica, intesa nell’accezione degli editori dell’ultimo grande sforzo accademico che è l’ Handbook of Neuroethics della Springer (2015), il grande “bacino” all’interno del quale sorge il neurodiritto. Per capire meglio di cosa tratta e quale sia lo statuto della neuroetica, bisogna capire a grandi linee, la storia della medicina per qual che attiene alle scoperte sul cervello (lo sviluppo delle neuroscienze).