lunedì 18 gennaio 2016

Una vita per la neurochirurgia – 1

di Alberto Carrara, LC
Coordinatore del GdN, Gruppo di Neurobioetica

Tra i molti libri che ho ricevuto in regalo tra Natale e l’Epifania ce n’è uno in particolare che mi sta avvincendo. Si tratta di Una vita per la neurochirurgia. Dal presente al futuro. Un’eccellenza italiana racconta il suo mestiere e i segreti del cervello (Vallardi ed., Milano 2015, pp. 208) di Francesco DiMeco (con Daniela Condorelli). 8 capitoli avvincenti, preceduti da un prologo e seguiti da un epilogo e dai ringraziamenti, che consiglio a tutti. Quest’oggi ve lo presento e, nelle prossime settimane, entrerò a raccontarvelo. Partiamo da due semplici domande: chi si racconta in questo libro? E che ci dice?

Chi è Francesco DiMeco? Beh, dal titolo deduciamo facilmente, banalmente, che è un neurochirurgo, uno “scalpellino del cervello” come si auto-definisce l’amico romano Aldo Spallone, direttore dell’NCL (Neurological Center of Latium).

Una rapida ricerca su PubMed, cercando “DiMeco F (Author)” ci fornisce 4 pagine, 71 voci di articoli scientifici che spaziano dal 1997 al 2015, dalla rivista Human Gene Therapy alla Medical and Biological Engineering and Computing.

Francesco DiMeco è direttore del Dipartimento di neurochirurgia e della I Divisione di neurochirurgia dell’Istituto neurologico Carlo Besta di Milano. Viene ulteriormente presentato nel libro con queste parole: «Assistant Professor presso il Dipartimento di neurochirurgia della Johans Hopkins Medical School di Baltimora (Stati Uniti). Specialista in tumori cerebrali e in neuroncologia chirurgica, è anche attivo come ricercatore; è coautore del primo studio a livello mondiale che ha permesso di identificare cellule tumorali staminali nel glioblastoma, aggressivo tumore del cervello. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti in Italia e all’estero e ha una serie di incarichi direttivi in organizzazioni internazionali». Ecco, in breve, l’autore che si racconta in questo volume.

Di cosa ci parla il neurochirurgo DiMeco in questo libro? Ce lo lasciamo spiegare dalla presentazione: «Un grande medico, che è anche e soprattutto un uomo e un padre, racconta della sua quotidianità serrata, intensa, dove la passione e le frustrazioni, indissolubili, si rincorrono. Le sue sono le giornate di un ricercatore innamorato dell’essenza dell’umanità, racchiusa in quel cervello sul quale ogni giorno deve intervenire. Le sue riflessioni svelano la solitudine di un uomo che si sente impotente quando il male ha la meglio sulla vita di un bambino, ma una solida formazione classica, che permea il suo sguardo sull'esistenza e sulla morte, lo sostiene nelle occasioni più difficili. Quel giovane aspirante latinista oggi è un affermato neuroscienziato, pronto a cogliere le sfide della malattia e a fronteggiarla con gli strumenti più all’avanguardia, determinato a vincere uno dei tumori più aggressivi che l’uomo conosca. Leggendo le sue parole, non seguiamo solamente le affascinanti tappe dello sviluppo della chirurgia del cervello e della ricerca neuroncologica, ma scopriamo anche la ricchezza umana dei suoi incontri con persone che lasciano, in lui e in noi, tracce indelebili»...... (continua)

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