martedì 16 febbraio 2016

Il bambino che vivrà oltre 1000 anni è già nato? – 2


di Alberto Carrara, LC. “Ending Aging”? Porre fine all’invecchiamento? Cioè, in altre parole, avviarci definitivamente a quell’ “immortalità” propagandata da diversi teorici del post-umanismo contemporaneo?

Sono queste le domande che sorgono quando si sente parlare di “orologi biologici”, cioè “genetici” all’interno delle nostre cellule, di “telomeri” e di “telomerasi”, di moscerini della frutta che triplicano la loro lunghezza media di vita per una mutazione genetica introdotta artificialmente dall’esterno, eccetera, eccetera.

In un’ultima intervista “Extra” del canale YouTube di AVATAR TECHNOLOGY DIGESTdel progetto post-umanistico “2045” di Dmitry Izkov, Olesya Yermakova ha presentato al grande pubblico, intervistandolo, il biochimico Aubrey David Nicholas Jasper de Grey, brevemente noto come Aubrey de Grey, 52 enne britannico, esperto tanto in informatica, come in biologia molecolare e biotecnologie applicate all’invecchiamento.

Quando un biotecnologo medico (come il sottocritto) ascolta l’associazione tra biologia molecolare ed invecchiamento, subito la memoria gli ripropone una lettura giovanile, ricordo ancora queli libro, l’affascinante volume di Michael FosselL’enzima dell’immortalità. La telomerasi: la scoperta scientifica che fermerà l’invecchiamento”(PIEMME ed.) che lessi più di 15 anni fa in un viaggio in treno tra Padova e Trento (libro regalatomi dal maestro e indimenticabile zio scienziato, Giulio Jori).

Poi, subito l’altra associazione è quella relativa ad uno degli organelli intracitoplasmatici più interessanti ed importanti, i mitocondri, sede della respirazione cellulare, nostra “eredità materna”, testimoni del nostro cammino evolutivo...

Torniamo alla figura di Aubrey de Grey. Sottolineo soltanto il suo prestigioso lavoro:  The Mitochondrial Free Radical Theory of Aging, in cui presenta la sua teoria sull’invecchimento cellulare. Su PubMed, soltanto nell’anno 2015, 11 titoli significativi e un nuovo articolo datato 3 febbraio 2016 How can we make the healthspan focus of biomedical gerontology "stickier"? su Rejuvenation Res. Insomma, de Grey è un vero e proprio pioniere di quel settore della ricerca biotecnologica che prende il nome di “gerontologia molecolare” (molecular gerontology).

A mo di provocazione, questo studioso, ha affermato che il bambino che vivrà oltre 1000 anni è già nato!

La tesi di fondo di de Grey è che sia soltanto questione di mancanza di fondi, cioè di denaro, se l’essere umano non abbia ancora raggiunto la “vittoria sull’invecchiamento” e da questa, di conseguenza, sulla malattia e sulla famigerata morte. Insomma, dal punto di vista antropologico, il limite che l’uomo sperimenta nel suo crescere ed invecchiare non sarebbe costitutivo della natura umana, anzi, sarebbe “correggibile” con gli strumenti del DNA ricombinante, cioè attraverso i nuovi “bisturi” dell’ingegneria genetica.


Ecco riemergere nuovamente il “sogno” dell’immortalità immanente, cioè l’utopia di poter vivere su questa terra per sempre. Ecco l’illusione di poterci dare, attraverso la tecnologia, la “salvezza”, la “medicina” della “vita eterna” in questa dimensione. 

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