lunedì 23 maggio 2016

Ha un sesso il cervello? Siamo "mosaici cerebrali" unici ed irripetibili - 1

di Alberto Carrara, L.C.
Coordinatore del GdN (Gruppo di Neurobioetica)

LEVI MONTALCINI DAY/BRAINFORUM. Venerdì scorso al Brainforum presso il Tempio di Adriano a Roma, ho avuto il piacere di intervenire tra gli esperti che si sono confrontati con la psicologa e neuroscienziata israeliana Daphna Joel sulla questione se il cervello umano abbia un “sesso”. Ringrazio l’organizzatrice Viviana Kasam, giornalista e presidente di BrainCircleItalia per l’amicizia e la calorosa presentazione che mi ha riservato È sempre un’esperienza arricchente poter conoscere le persone che portano i nomi che leggi su riviste specializzate. Questo permette quel rapporto umano e quello scambio di opinioni che permette di comprendere le autentiche proposte e posizioni, senza venir “contaminato” da interpretazioni ideologiche e di parte così popolari nella nostra società del marketing e del facile slogan propagandistico.

Premetto subito che sottoscriverei al 99% tutto ciò che la neuroscienziata Joel ha esposto venerdì 20 maggio al Brainforum (che potete rivedere in video-registrazione dal sito ufficiale dell’evento, cliccando qui), se ovviamente ulteriori studi di conferma e di riproduzione dei protocolli utilizzati dal gruppo della Joel (prassi consueta nel mondo scientifico-empirico) dovessero concordare.

La tesi principale, difesa dalla professoressa israeliana con interessantissimi ed articolati studi neuroscientifici, è che al cervello umano non si può applicare la stessa “catalogazione” in due configurazioni (in gergo tecnico questo si esprime con il termine “dimorfismo”) come avviene, invece, se si considera i genitali esterni, rispettivamente ben distinguibili in femminili e maschili.

I cervelli umani, appartengono ad un’unico “gruppo” (umano) e presentano una molteplicità di mescolanze tra elementi “femminili” e “maschili”, tanto da potersi affermare che ciascun cervello sia un “mosaico” unico ed irripetibile delle suddette caratteristiche strutturali “femminili” e”maschili”.

Rimando i lettori esperti al lavoro del gruppo della Joel, pubblicato sulla rivista PNAS (Proc Natl Acad Sci U S A) intitolato: Sex beyond the genitalia: The human brain mosaic (2015 Dec 15;112(50):15468-73. doi: 10.1073/pnas.1509654112. Epub 2015 Nov 30; scarica il PDF cliccando qui).

Quest’oggi mi limiterò a presentare la dinamica del convegno, mentre nei prossimi giorni continuerò ad approfondire l’interessante argomento neurobioetico relativo alle differenze sessuali e di genere rispetto al nostro organo “principe”, il cervello, con una speciale enfasi alla proposta di Daphna Joel.

Dopo un video clip-testimonianza di Rita Levi Montalcini, tre domande hanno aperto il pomeriggio al Tempio di Adriano:

Esistono differenze strutturali e funzionali nel cervello maschile e femminile?
Il cervello di uomini e donne funziona davvero diversamente?
Oppure è da ritenersi “unisex”?

Da tempo, scienziati, accademici, sociologi, psicologi, femministe,... si interrogano sull’argomento. Dati neuroscientifici dell’ultimissima ora propongono una visione rinnovata del nostro organo cerebrale in relazione al sesso. Questa nuova edizione di Brainforum ha cercato di fare chiarezza dopo decenni di stereotipi, luoghi comuni, dispute sociali, etiche e culturali contrapposte a “certezze” scientifiche. Devo ammettere che è stato un pomeriggio molto avvincente, stimolante, in cui ho potuto scambiare idee con altissimi professionisti di diversi settori della ricerca e dell’ambito umanistico italiano e non solo. Un convegno che si è rivolto non solo a ricercatori e studiosi, ma anche, e soprattutto, al pubblico non specialistico.

L’evento è stato organizzato da BrainCircleItalia insieme alla European Brain Research Institute (EBRI), la Fondazione di Rita Levi Montalcini per promuovere la ricerca sul cervello, il Brainforum vuole costituire un omaggio alla grande scienziata, premio Nobel.
L’incontro è stato ideato e organizzato da Viviana Kasam, giornalista e presidente di BrainCircleItalia che ringrazio per l’amicizia e la calorosa presentazione che mi ha riservato, e da Pietro Calissano, presidente della Fondazione EBRI “Rita Levi Montalcini”, che insieme hanno introdotto e moderato il dibattito.“I Brainforum nascono con l’obiettivo di portare al pubblico anche non specialistico i temi innovativi della ricerca sul cervello, che riguardano e influenzano la nostra vita quotidiana – spiega Viviana Kasam, presidente di BrainCircleItalia. Dopo aver trattato le malattie neurodegenerative, il funzionamento del cervello, la creatività, il rapporto tra cervello e computer, mi è sembrato fosse giunto il momento di aprire il dibattito ad argomenti che coinvolgono anche la cultura e il sentire sociale. In marzo a Milano ‘Il cervello e la violenza’ dibatteva sulle basi organiche dei comportamenti criminali, tema molto controverso. Oggi un altro convegno che mette in discussione idee diffuse e consolidate”.

Il tema è molto controverso e di grande attualità, in un momento in cui il dibattito sulle qualità e l’identità di genere tocca anche il mondo politico e legislativo.

Ad aprire la tavola rotonda, la lectio magistralis di Daphna Joel, ricercatrice presso la Sagol School of Neuroscience della Tel-Aviv University. Con Daphna Joel si è confrontato un panel di studiosi di cui ho fatto parte e che ha stimolato il dibattito allargandolo quasi a 360° ad aspetti legati alla fisiologia, alla genetica e all’epigenetica, alla psicologia, alla sociologia, analizzando i numerosi fattori che contribuiscono a determinare i comportamenti e anche l’impatto etico-culturale e sociale in senso allargato di queste nuove teorie.

In ordine d’esposizione: Fiorenzo Conti, fisiologo e Presidente della SINS, Società Italiana di Neuroscienze, Simona Argentieri, medico psicoanalista, Martine Ammassari Teule, neurobiologa di fama internazionale, Antonio Fantoni, professore emerito di genetica La Sapienza Università di Roma, Silvana Greco, sociologa, il sottoscritto, Alberto Carrara, neuroeticista esperto in neuroscienze, e a concludere, Laura Ballio, giornalista del blog 27esima ora del Corriere della Sera.

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