martedì 3 maggio 2016

I misteri del cervello indagati da padre Carrara

L’incontro. I misteri del cervello indagati da padre CarraraAvvenire, Bologna Sette – di Federica Gieri Samoggia. 
Martedì al master «Scienza e Fede» il docente dell’Ateneo pontificio rifletterà sul rapporto tra neuroscienze e libertà.
Sarà il cervello, «l’organo più misterioso e perciò più affascinante dell'essere umano» il protagonista della lezione di padre Alberto Carrara LC, dottore in Biotecnologie mediche e docente di Filosofia all’Ateneo pontificio Regina Apostolomm, per il master in Scienza e Fede attivato dall’Ateneo stesso, martedì 3 alle 17.10, in videoconferenza all’Istituto Veritatis Splendor (via Riva Reno 57; info: tel. 0516566239; veritatis.masterabologna.chiesacattolica.it). Scandagliato, però, nell’ottica del binomio «Neuroscienze e libertà».

«Partiamo dal concetto di neuroscienze. Questo termine indica un vasto e articolato ambito di discipline mediche che centrano il loro interesse, tanto alla struttura, come al funzionamento del cervello e, più in generale, del sistema nervoso. Non c’è dubbio che grazie allo sviluppo tecnologico, oggi le neuroscienze costituiscano il settore di maggior interesse a livello medico, ma anche sociale».


Perché abbinare la parola libertà al termine neuroscienze? «L’accostamento libertà-neuroscienze non è nuovo. In particolare dagli oltre 40 anni di ricerche di Benjamin Libet sull’attivazione cerebrale previa alla presa di coscienza di voler realizzare un’azione motoria, ci si interroga se realmente le neuroscienze abbiano messo in scacco l’antico e sempre nuovo concetto di libero arbitrio. Sulla cosiddetta «neuro-libertà» si sono già scritte un’infinità di pagine. Di certo gli studi neuroscientifici ci stanno aiutando a delineare i correlati neurofisiologici e certe determinazioni neurologiche che possono alterare, diminuire, a volte persino far scemare la nostra volontà libera. Ma sostenere che le neuroscienze neghino la realtà della libertà, come affermò poco prima di morire il grande filosofo Giovanni Reale, è una sciocchezza».


Porre dei limiti in campo scientifico che conseguenze comporta? «Che l’essere umano possieda una volontà libera limitata è un dato di fatto. Che le neuroscienze ci aiutino a comprendere meglio tali limitazioni e i loro risvolti patologici è un bene e un apporto alla comprensione antropologica. Questo limite però non significa determinazione assoluta, ma spazio di realizzazione, creatività e possibilità». 

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