lunedì 27 giugno 2016

La mostra londinese sulla coscienza

La recente mostra londinese (Wellcome Collection) di Emily Sargent intitolata States of Mind: Tracing the edges of consciousness e suddivisa in quattro tematiche di fondo, ripresenta, non soltanto la centralità della “coscienza” (consciousness) nella vita umana, considerata la “vita interiore” (the inner life of human beings), bensì pone l’accento sul suo carattere personale, cioè di essere un’esperienza dell’individuo umano nella sua globalità, cioè, nella sua unità. 

Patrick Haggard, nome di spicco nella ricerca neuroscientifica relativa ai correlati neuronali della coscienza (NCC, neuronal correlates of consciousness) e alla presa di decisione cosciente, continuatore della tradizione inaugurata oltre 40 anni fa dal neurofisiologo Benjamin Libet, ha presentato questa mostra sulla rivista specialistica Brain [1].
Si potrebbe partire da quest’input per un’analisi interdisciplinare sulla coscienza. Nel 2012, il gruppo di ricerca in Neurobioetica (GdN) che coordino, ha pubblicato un numero monografico sulla rivista Studia Bioethica sull’argomento: La coscienza, tra mente e cervello.



[1] Haggard P (2016). ‘States of Mind: Tracing the edges of consciousness’. Brain 139 (6): 1862-1864.

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