martedì 7 giugno 2016

L’uomo dinamico, l’ultimo libro sull’evoluzione post-umanistica

di Alberto Carrara, LC
Coordinatore del Gruppo di Neurobioetica

Si intitola The Dynamic Human l’ultimo libro pubblicato dalla Bentham ebook dedicato alle frontiere trans e post-umanistiche dei nostri tempi. Un’interpretazione evoluzionistica sull’avvento dell’era tecnoscientifica, mista alla fede nel potere “cieco” e “casuale” della tecnologia come nuova forza evolutiva in grado di farci (per alcuni, “finalmente”) compiere il transito dall’Homo sapiens all’Homo cyber.
È questa la “ricetta” dei due autori, Maciej Henneberg e Aurthur Saniotis, membri del Biological Anthropology and Comparative Anatomy Research Unit della Facoltà di Medicina dell’Università di Adelaide. Proprio in questo Ateneo, lo scorso 30 maggio è stato presentato il volume.
Non c’è da stupirsi che il grande Raymond (o Ray per gli amici) Kurzweil, uno degli inventori, informatici e saggisti più in voga del nostro tempo e membro di spiggo del progetto trans-umanista “2045”, abbia voluto dedicargli una presentazione sul suo sito ufficiale riprendendo il comunicato dell’Università di Adelaide.

In questi giorni che sto riprendendo la tematica emergente in neurobioetica relativa alla roboetica (connessa al cosiddetto potenziamento umano (Human Enhancement) e alla neuroprostetica, The Dynamic Human rappresenta bene come la tecnologia e la scienza non siano “neutre”, ma abbiano sempre bisogno di interpretazioni e, soprattutto, di una cornice antropologica appropriata che motiverà e sosterrà le scelte etiche del loro impiego.

Non è, infatti, per nulla indifferente pensare ad un essere umano “fluido”, plastico, meccanico, “dinamico” a tal punto che la sua corporeità (la nostra corporeità) possa venir completamente sostituita da sofisticati ingranaggi prodotti con materiali di ultima generazione.

Gli autori di The Dynamic Human sostengono che grazie all’avvento delle nuove tecnologie della robotica, dell’informatica, delle neuroscienze e alle conseguenti applicazioni neuroprostetiche odierne, noi esseri umani saremmo oramai decisamente sulla scia di convertirci in cyborg, meglio, il cyborg stesso diventerà il futuro stadio (intermedio) dell’evoluzione umana verso l’Homo cyber. Così titolava la sintesi della notizia pubblicata su NeuroscienceNews lo scorso 27 maggio: Cyborgs Closer to Reality in Future Stages of Human Evolution.


Nei prossimi giorni approfondirò certe premesse e la portata antropologica di tali scenari. 

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