martedì 12 luglio 2016

Deus Ex: Mankind Divided – L’apartheid meccanica

di Alberto Carrara, LC
Coordinatore del Gruppo di Neurobioetica

23 agosto 2016: la data di uscita! Di che? Del nuovo capitolo della storica serie di videogame cyberpunk Mankind Divided che calza a pennello con i recentissimi sviluppi tecnologici e neuropotenzianti che hanno stimolato e suscitato un nuovo settore di riflessione etica, la roboetica. Dopo l’acclamato reboot del 2011, tra i titoli storici dell’etichetta Eidos rinati grazie all’impegno del nuovo produttore Square Enix, il 23 agosto è atteso il seguito di Deus Ex: Human Revolution, chiamato Deus Ex: Mankind Divided. Eccovi il trailer in live action.


Una breve sinopsi. Siamo nel 2027, appena due anni dopo gli eventi descritti nel precedente videogame, e l’umanità è divisa tra esseri umani non potenziati (“naturali”) e umani potenziati (detti anche “aumentati”, enhanced o aumented humans).

Se a qualcuno suona fantascientifico, non lo è certo né per gli esperti di tecnologia robotica e neuroscienze riuniti dal Pentagono l’anno scorso (marzo 2015) per discutere su come si prospetterà realisticamente il campo di battaglia di una guerra simulata nel 2050 [1]; e neppure è suonato tanto fantascientifico agli oltre 1000 scienziati (tra i quali spiccano Stephen Hawking, Wozniak e Chomsky) firmatari di una lettera aperta per il bando dell’impiego degli sviluppi dell’intelligenza artificiale in campo bellico: Open letter petitions UN to ban the development on weaponized AI.

Insomma, questo nuovo videogioco ci presenta uno scenario probabile, o quanto meno, possibile.

Il clima transumanista di fiducia nel progresso scientifico, incarnato dai potenziamenti cyborg con cui le industrie Sarif promettono di migliorare la vita a milioni di persone, ha lasciato il posto a una sempre maggiore diffidenza. Il germe del sospetto cresciuto nella popolazione esplode e si esaspera in seguito a un particolare evento noto come Aug incident, durante il quale molti umani dotati di impianti cibernetici (gli umani-potenziati), impazziti in preda a deliri psicotici e raptus di follia incontrollabili, commettendo atti di violenza senza controllo in tutto il Paese. Il numero dei morti e dei feriti raggiunge cifre indicibili, risvegliando negli esseri umani “naturali” un sentimento d’odio forse mai sopito del tutto.


Ha inizio così la cosiddetta apartheid meccanica, una sorta di segregazione che mira a escludere dalla società, ghettizzandoli, i cittadini “diversi” poiché potenziati, divenuti le vittime ideali di campagne di odio, paura e discriminazione. Al punto che i governanti sono giunti a promulgare il controverso Human Restoration Act, l’Atto per la Restaurazione Umana, proprio allo scopo di isolare dagli umani “naturali” chi è dotato di protesi cyborg.

L’ultimo trailer di Deus Ex: Mankind Divided, che uscirà il 23 agosto per Pc, Ps4 e Xbox One, è un lungo live action, con attori in carne e ossa, nel quale viene raccontata la situazione di tensione alla base di questa vera e propria apartheid meccanica, in cui ritroveremo ad agire il protagonista già conosciuto in Human Revolution, l’agente Adam Jensen, ora in forze all’Interpol. Attraverso le sue scelte, il giocatore avrà modo di influenzare lo sviluppo della storia, secondo le logiche tipiche degli rpg.

L’obiettivo degli sviluppatori di questo nuovo videogioco è quello di offrire una veduta più esaustiva di come le cose siano rapidamente cambiate, di come si sia passati da un’epoca considerata da molti d’oro, alle enormi problematiche sorte successivamente, con l’instaurazione dell’apartheid meccanica.

Insomma, protremmo dire che questo videogioco simula una sorta di scenario di riflessione neurobioetica su scenari transumanistici.



[1] Visualizing the Tactical Ground Battlefield in the Year 2050: Workshop Report, in italiano suona come: “Visualizzare il campo di battaglia tattico nell’anno 2050: rapporto dell’incontro di lavoro”.

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