mercoledì 14 settembre 2016

Neuroscienze e mezzi di comunicazione: come stanare le montature?

di Alberto Carrara, L.C.
Coordinatore del Gruppo di Neurobioetica (GdN)

Ci troviamo in un momento storico particolarmente eccitante per quanto riguarda la ricerca sul cervello umano e sulla comprensione del suo funzionamento sia in condizioni di “normalità”, come in circostanze patologiche. La stampa pullula letteralmente di notizie neuroscientifiche e le cosiddette discipline “neuro+” (tipici esempi sono quelli relativi alla neuroeconomia, al neurodiritto, alla neuroestetica, alla neuroteologia, tanto per nominarne alcune) aumentano e si diffondono. Non è assolutamente scontato che le notizie a livello mediatico corrispondano, per precisione terminologica e contenutistica, alla realtà della scoperta o del progresso ottenuto. A sottolinearlo, dandone non soltanto l’allarme, ma anche una sorta di vademecum “pronto soccorso” ai non addetti ai lavori, per prevenire da facili sensazionalismi o da vere e proprie montature (in inglese, hype), è stata la stessa Commissione Presidenziale USA per le tematiche di Bioetica. Ad agosto 2016, sul sito istituzionale Bioethics.gov è stato pubblicato un panflet di una paginetta, scaricabile in formato PDF, intitolato Neuroscience & the Media. How non-scientists can spot the hype in media coverage on neuroscience.

martedì 13 settembre 2016

Progetto connettoma umano: a che punto siamo?

L'impresa più avvincente del 21esimo secolo è, senz'ombra di dubbi, il riuscire a "decifrare" la struttura e il funzionamento dinamico della struttura più complessa di questo Universo: il cervello umano! Comprendere il "funzionamento" del cervello nella sua normalità e nelle condizioni patologiche è l'avventura del Progetto Connettoma Umano (The Human Connectome Project) avviato da alcuni anni. A farne il punto della situazione sula rivista online dalla prestigiosa DANA Faundation, Cerebrum, sono proprio oggi due esperti nel settore: David C. Van Essen e Matthew F. Glasser. Per leggere l'intero report clicca di seguito QUI.

sabato 10 settembre 2016

Alzheimer, un passo in più in favore del paziente

La prima copertina di settembre della rivista Nature presenta due sezioni cerebrali a confronto. Sono rispettivamente le immagini PET (tomografia ad emissione di positroni) prima e dopo 54 settimane dalla somministrazione in un paziente alzheimeriano di un preparato di nuova generazione frutto delle moderne bioeticnologie mediche applicate a patologie neurodegenerative come il morbo di Alzheimer. Il “principio attivo” di questo farmaco sperimentale denominato “Aducanumab” non è altro che un anticorpo monoclonale umano “r”, cioè ricombinante che bersaglia in modo selettivo i peptidi β-amiloidi che aggregandosi formano quelle placche tipiche della patologia di Alzheimer e che probabilmente giocano un ruolo importante nel processo neurodegenerativo. Un altro tassello in più nella ricerca di soluzioni terapeutiche a questa terribile patologia neurodegenerativa. Secondo Rapporto Mondiale Alzheimer 2015, stima a livello mondiale oltre 46,8 milioni di persone affette da una forma di demenza, cifra destinata a raddoppiare ogni 20 anni, fino a raggiungere i 74,7 milioni di persone nel 2030 e i 131,5 milioni nel 2050.  

giovedì 8 settembre 2016

Cosa c’è nella “cassetta degli attrezzi” delle neuroscienze?

di Alberto Carrara, L.C.
Coordinatore del Gruppo di Neurobioetica e
Fellow della Cattedra UNESCO in Bioetica e Diritti Umani

Cosa si nasconde nell’armamentario delle neuroscienze odierne? Quali sono le linee di frontiera di questo affascinante settore della ricerca relativo all’organo più sofisticato e misterioso dell’Universo, il cervello?
Lo illustra l’ultimo numero della rivista Nature Neuroscience di settembre (vol.19. n.9). In copertina, Galileo Galilei, scienziato e ingegnere al contempo. La raffigurazione sottolinea il connubio vincente tra intuizione scientifica (oggi diremo, “genio scientifico”, ideazione, teorizzazione,...) e tecnologia. Come si legge dalla didascalia della copertina, “questo speciale sulla cassetta degli attrezzi delle neuroscienze fornisce una panoramica scelta relativa alle moderne tecniche che i neuroscienziati impiegano per interrogare il cervello su scala micro e macroscopica”.