mercoledì 15 novembre 2017

4 priorità neuroetiche per neurotecnologie e AI

Nature 551, Nov 9 2017, 159-163
Alberto Carrara. Nell’ultimo numero della rivista Nature (Nature 551, Nov 9 2017, 159-163), il neuroscienziato e professore di scienze biologiche presso la Columbia University Rafael Yuste e la filosofa e bioeticista della Washington University Sara Goering, sono i firmatari (principali ma non esclusivi) di un lungo commento di 5 pagine relativo all’etica delle emergenti tecnologie applicate alla vita dell’essere umano (l’etica delle tecnologie fa parte della filosofia della tecnologia che, a sua volta, si situa all’interno del vasto contesto della filosofia della scienza e della natura). “Quattro priorità etiche per le neurotecnologie e per AI” (Four priorities forneurotechnologies and AI) è il titolo originale, 

mentre il sottotitolo svela più in profondità il nucleo essenziale del commento: “L’intelligenza artificiale e le interfacce cervello-computer devono rispettare e preservare la privacy, l’identità, l’autonomia e l’uguaglianza delle e tra le persone, affermano Rafael Yuste, Sara Goering e i colleghi”. 

Declinata in questo specifico contesto, questa etica delle tecnologie emergenti rientra quale settore specialistico della neuroetica contemporanea (si veda, a questo proposito, l’indice del Handbook of Neuroethics pubblicato dalla Springer nel 2015 che consta di 23 sezioni e 117 capitoli).

Le 4 priorità neuroetiche sono perciò: 1) la privacy individuale, cioè la tutela dei dati cerebrali che contemplino una regolamentazione normativa che restringa commercializzazioni che ledano la persona e la sua libertà; 2) l’identità personale, l’elemento antropologico cardine più a rischio della persona umana, quel prezioso “tesoro” da preservare nei confronti di potenziali e possibili azioni di alterazione della personalità, degli stati d’animo, della percezione del proprio io, eccetera; 3) l’autonomia (in inglese si è soliti tecnicamente denominarlo agency o sence of agency) soggettiva, caratteristica antropologica correlata alla nostra volontà libera e al nostro agire responsabile nella società; infine, 4) l’uguaglianza tra le persone (equality), qui ci si rifà ai reali scenari di potenziamento tanto farmacologico, come prostetico, che possono dar piede a fenomeni di discriminazione, di razzismo, di vera e propria apartheid (si veda il trailer del videogioco Deus Ex Mankind Apartheid).

Nei prossimi giorni continueranno gli approfondimenti in merito a questo settore della riflessione interdisciplinare che sin dal 1973 prende il nome di neuroetica (neuro-ethics). 

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