mercoledì 22 novembre 2017

Trapianto di testa nell'uomo: alcune considerazioni in merito

Alberto Carrara, coordinatore del GdN e Fellow della Cattedra UNESCO in Bioetica e Diritti Umani. Carissimi amici, cari membri del Gruppo di ricerca in Neurobioetica (GdN), carissimi studenti del corso di perfezionamento, buongiorno. Le ultime cronache mediatiche globali a seguito dell’articolo ‘World’s first human head transplant a success, controversial scientist claims’ di Telegraph firmato dall’editrice scientifica inviata a Vienna, Sarah Knapton, lo scorso 17 novembre, stanno riproponendo gli scenari spesso inquietanti relativi al cosiddetto “trapianto di testa”. La novità rispetto ai mesi scorsi è che il neurochirurgo torinese Sergio Canavero ha annunciato a Vienna pochi giorni fa il presunto “successo” del primo trapianto di testa su cadavere umano, realizzato – a detta del dottor Canavero – in Cina dopo 18 ore di intervento. La nostra prossima tavola-rotonda del 24 novembre verte sugli aspetti neurochirurgici di questa proposta. Voglio condividere con voi lettori alcune considerazioni in merito. 

In primo luogo, la tematica che stiamo analizzando si inserisce nel contesto della linea di ricerca del GdN relativa al Trans e Post-umanesimo. In particolare, per i prossimi 5 anni (2017-2022) ci concentreremo sugli aspetti neuro-bio-etici relativi alle emergenti ricerche di ibridazione che le neuroscienze e le diverse tecnologie applicate alle diverse fasi della nostra vita umana ci stanno proponendo. Da settembre 2017 a giugno 2018, cercheremo di “leggere” ed “interpretare” con il nostro proprio carattere interdisciplinare il cosiddetto “trapianto di testa umano” (Human Head Tran­splantation o HHT), meglio definito come “trapianto corpo-testa” (body-to-head transplantation o BHT).

A sinistra il prof. Carrara e a destra il prof. Garcia, direttore
della Cattedra UNESCO in Bioetica e Diritti Umani
Attraverso una decina di seminari e tavo­le-rotonde, un convegno e diverse attività all’interno della Settimana Mondiale del Cervello (la Brain Awareness Week promosso dalla DANA Foundation a cui il GdN aderisce insieme alla S.I.S.P.I. dal 2012), vogliamo offrire un’analisi ponderata sugli aspetti chirurgici, in particolare, neurochirurgici, neurologici, psichiatrici, psicologici, filosofici, teologici, giuridici, bioetici relativi a questi scenari di interventi medici radicali che implicano conseguenze e ricadute antropologiche, etiche, legali, sanitarie, economiche, politiche e sociali rilevanti.

Una sensibilità che cerchiamo di portare avanti in questo percorso tanto di ricerca, come di formazione ed informazione scientifica, riguarda il cosiddetto consenso informato (IC, Informed Consent). Almeno duplice è la valenza dei soggetti vulnerabili coinvolti nello scenario clinico di sperimentazione del “trapianto di testa”: da una parte, pazienti affetti da tetraplegia o da altre patologie gravemente debilitanti il sistema motorio; dall’altra, persone (molto spesso gli stessi pazienti per cui si propone l’intervento di sostituzione della gran parte del corpo) provenienti da contesti sociali, culturali, politici che, esplicitamente o implicitamente, limitano di fatto l’esercizio pieno di quei diritti umani sanciti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani dell’O­NU nel 1948. Questa nostra sensibilità deriva dal fatto di essere un gruppo di ricerca che si inserisce in una delle Cattedre UNESCO in Bioetica e Diritti Umani e dalla costituzione specifica dei nostri membri che sin dagli inizi dell’attività del GdN (20 marzo 2009) hanno sempre promosso la centralità, la dignità e il valore della persona umana nella sua integralità, del suo corpo, come pure della sua psiche e spirito.

Tavola-rotonda del 29 settembre 2017
Il 29 settembre abbiamo presentato il vasto panorama del Post-umanesimo contemporaneo; il 27 ottobre abbiamo considerato come le neuroscienze cliniche “leggano” il nostro cervello e come la tecnologia del neurofeedback (NFB) o biofeedback considerasse la proposta del “trapianto di testa”.

Venerdì prossimo, 24 novembre, guidati da un neurochirurgo di fama internazionale con oltre 3.000 interventi neurochirurgici al suo attivo (Aldo Spallone), ci soffermeremo sulla storia dei trapianti di testa dall’animale all’uomo, sulle tecnicità della proposta di Sergio Canavero e X.P. X. Ren, e sulle criticità della tecnica di anastomosi cefalo-somatica (CSA, Cephalosomatic anastomosis, anche nota come Head Anastomosis Venture o, emblematicamente, HEAVEN). 

Vorrei condividervi alcuni recenti articoli di riflessione sulla tematica. La rivista AJOB Neueoscience ha appena pubblicato un numero speciale sull’argomento (vol. 8, issue 4,ottobre-dicembre 2017). 
Il Guest Editorial titola ‘The Rubicon Already Crossed’ riferendosi al trapianto di testa. L’articolo Target è quello di X. Ren e S. Canavero che titolano ‘HEAVEN in the Making: Between the Rock (the Academe) and a Hard Case (a Head Transplant)’ (pp. 200-205). La risposta principale è quella di P. R. Wolpe ‘Ahead of Our Time: Why Head Transplantation Is Ethically Unsupportable’ (pp. 206-210); mentre poi si susseguono 13 articoli di commento tra i quali mi preme sottolinearvi quello di un neuroeticista, membro e collaboratore del GdN e della Cattedra UNESCO in Bioetica e Diritti Umani, il dottor Mirko Daniel Garasic e del dottor Andrea Lavazza del Centro Universitario Internazionale che titolano ‘Why HEAVEN Is Not About Saving Lives at All’ (pp. 228-229).

Per seguirci nell'evento di venerdì 24 novembre 2017, ore 17:00: in sede a Roma aula Master (1° piano di via degli Aldobrandeschi, 190) o in diretta streaming dal canale YouTube GdN Neurobioetica Grazie e a presto. 

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