venerdì 23 febbraio 2018

Oggi all'APRA: Psicoterapie a confronto con l’idea del ‘trapianto di testa


Comunicato stampa APRA. Roma, 19/02/2018. Il 23 Febbraio 2018 alle ore 17,00 il Gruppo Interdisciplinare di Ricerca in Neurobioetica (GdN) dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum insieme alla SISPI, presenta la tavola-rotonda “Psicoterapiea confronto con l’idea del ‘trapianto di testa”3 scuole di psicoterapia e 5 relatori si interfacceranno con la proposta chirurgica ‘estrema’ nota come ‘trapianto di testa’ e che in gergo tecnico si conosce quale anastomosi cefalo-somatica o body-to-head-transplant. Argomento di estrema attualità, non soltanto mediatica, ma anche culturale ed accademica, basti ricordare la recente pubblicazione del numero monografico della prestigiosa rivista AJOB Neuroscience (American Journal of Bioethics Neuroscience) di novembre (volume 8, n. 4, 2017) dedicato a questo tema.

Venerdì 23 febbraio a Roma, molti saranno i temi e i contributi autorevoli:

L’esperienza psico-corporea attraverso l’ipnosi clinica ericksoniana e l’anastomosi cefalo somatica come ipotesi di lavoro speculativa tra il possibile e l’impossibile, dott. Massimo Cotroneo, psicologo e psicoterapeuta, docente dell’Università Europea di Roma (UER)
Il corpo abitato, dott. Alberto Passerini, direttore della S.I.S.P.I., Scuola Internazionale di Specializzazione con la Procedura Immaginativa

Corpo fisico e corpo fantasmatico, dott.ssa Manuela De Palma, psicologa e psicoterapeuta della S.I.S.P.I.

La mente relazionale e i 3 cervelli dott.ssa Chiara D’Urbano, docente dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum e dott. Pasquale Ionata, psicologo e psicoterapeuta

“Sono molto onorato di ospitare – dichiara il Prof. Alberto Carrara, coordinatore del Gruppo Interdisciplinare di Ricerca in Neurobioetica (GdN) e membro della Pontificia Accademia per la Vita – questa importante tavola rotonda con autorevoli studiosi che si confronteranno su temi di grande attualità e anche di evidente complessità.

Da settembre 2017, come gruppo di ricerca in neurobioetica, stiamo approfondendo a 360 gradi le implicazioni neuroscientifiche, neurochirurgiche, psichiatriche, ma anche filosofiche, teologiche, legali, economiche e sociali della proposta avanzata sin dal 2015 dal neurochirurgo torinese Sergio Canavero – afferma il Prof. Carrara –  in questa tavola-rotonda del prossimo 23 febbraio, importanti esponenti di approcci psicoterapeutici dialogheranno con l’idea, per alcuni fantascientifica, per altri tecnicamente possibile, per molti ancora, eticamente molto discutibile, del cosiddetto ‘trapianto di testa’ nell’essere umano. Dagli esperimenti sull’animale, dal cane del 1954 in Russia, alla scimmia del 1970 negli USA, sino ai topi cinesi degli ultimi anni, ora si vuol provare con noi esseri umani – continua Carrara – uno degli snodi classici di questi dibattiti neuroetici è certamente la relazione della persona con il corpo, ed è proprio di ciò che si discuterà venerdì 23 febbraio”.

“Sono molto grata di questa possibilità di confronto, una giornata di studio importante –  afferma la dott.ssa Chiara D’Urbano, psicologa e psicoterapeuta e docente dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum – la mia riflessione, che condurrò insieme all’amico e collega Pasquale Ionata, è pionieristica: come psicologi e psicoterapeuti siamo agli esordi di nuove sperimentazioni che vanno a scardinare spazi e confini fino a questo momento mai stati messi in discussione. Dalle prime manipolazioni sul corpo, ai trapianti di organi, che pure hanno salvato molte vite, siamo rapidamente arrivati a ipotizzare che un intero corpo possa essere impiantato in un cervello “altro” da sé” – afferma la dott.ssa D’Urbano che continua – “Ciò che riflessioni di matrice psicodinamica in primis l’analisi dei sogni, possono offrire riguardo il mondo delle emozioni e delle relazioni, e il funzionamento dei nostri tre cervelli: 1) cervello encefalico (testa), 2) il cervello viscerale (intestino), 3) cervello cardiaco (cuore): a partire da come dialogano fra loro e come si forma e si plasma l’universo identitario mente-corpo ed interpersonale, proveremo a formulare alcune considerazioni in merito all’ipotesi di un trapianto di testa, meglio, di corpo su noi umani”.

“Premesso che non abbiamo esperienze psicologiche pregresse di “trapianto di testa” – continua il dott. Alberto Passerini psichiatra, psicoterapeuta, direttore della S.I.S.P.I., Scuola Internazionale di Specializzazione con la Procedura Immaginativa – si possono tuttavia fare alcune considerazioni ipotetiche, sulla base delle conoscenze che la Psicoanalisi con l’Esperienza Immaginativa ci ha permesso di sviluppare circa il rapporto tra Io Corporeo Immaginario ed Io Psichico.  In particolare, riflettendo sui casi di depersonalizzazione, nei pazienti psicotici (corpo vissuto come estraneo o scisso o ricombinato), così come sui casi di eccedente “animazione” del corpo, da parte della mente (che investe il corpo dei propri conflitti), come avviene nei pazienti psicosomatici, ci si può interrogare – continua lo psichiatra della S.I.S.P.I. – a quale criticità vada incontro un corpo realisticamente (e non solo fantasmaticamente) “ricombinato” come potrebbe essere nel “trapianto di testa”.

“L’ipotesi di partenza, l’idea chirurgica di un trapianto di testa su un corpo proveniente da un donatore (al momento poco volontario), di un corpo pensato come funzione della mente-cervello, è attualmente un intervento neurochirurgico annunciato come in fase di realizzazione, messo in discussione dalla comunità scientifica in quanto a riuscita e del quale non si conoscono al momento gli sviluppi” – ci racconta il dott. Cotroneo. “Fermo restando le rilevanti implicazioni bioetiche e di consenso informato, qualora tale trapianto fosse effettivamente realizzato con successo, si porrebbero rilevanti problemi riguardanti gli aspetti psichici coinvolti e del rapporto mente-corpo che possiamo solo provare ad immaginare. Conosciamo, tuttavia, alcune esperienze di trapianti come quello degli arti, degli organi e del volto e le possibili problematiche psichiche e psicosociali conseguenti che, seppure solo lontanamente confrontabili, possono offrirci informazioni interessanti e aiutarci a capire”. “Partendo da alcune premesse – afferma il dott. Cotroneo – venerdì 23 febbraio cercherò di formulare delle ipotesi partendo dalla prospettiva dell’ipnosi clinica ericksoniana e del relativo approccio psicoterapeutico”.

La partecipazione al Convegno è gratuitavenerdì 23 febbraio 2018, 17:00-19:00 – AULA MASTER (1° piano) ATENEO PONTIFICIO REGINA APOSTOLORUM, Via degli Aldobrandeschi, 190 – 00163 Roma. Per info e contatti: Prof. Alberto Carrara, acarrara@legionaries.org

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