lunedì 16 aprile 2018

Brain Forum, Milano, 9 aprile 2018: il trapianto di testa. Un dialogo, due uomini, due mondi, un denominatore comune: l’amore per le scienze


Da sx: Carrara, Kasam e Canavero
(foto di Alexander Harbaugh)
di Tania Cerasella ed Emanuela Cerasella (Avvocate, membri del GdN; foto di Alexander Harbaugh). Nove aprile 2018 una data memorabile, l’incontro – dialogo tra due uomini, da un lato il Prof. Sergio Canavero, neurochirurgo, scienziato che non si professa medico, bensì “tecnico” e che, in quanto tale, ribadisce, parlerà. Attratto sin dall’età adolescenziale dall’anastomosi cefalo somatica (non è, infatti, come dallo stesso spiegato, corretto parlare di trapianto di testa, o di corpo), il suo obiettivo. Si professa non credente, tuttavia dalla sua bocca risuonano parole quali coscienza, anima, senza dimenticare l’immortalità che è sembrata in più occasioni tanto interessarlo.  Non si ritiene medico, dunque non si rivolge a pazienti, eppure il “trapianto di testa” avrebbe un senso (laddove si ravvisasse) solo se vedesse coinvolte persone tragicamente malate.

Tutto risuona “tecnico”.
Dall’altro il Prof. Padre Alberto Carrara L.C. uno scienziato, un bioeticista, un filosofo, un sacerdote. L’attenzione, l’amore ed il rispetto sempre alti per l’essere umano. Aperto alle scoperte scientifiche e tecnologiche  rispetto alle quali risulta porsi  sempre con entusiastico slancio ma al contempo con il giusto sguardo prudenziale, sempre al servizio e per il bene dell’uomo.
L’amore per le scienze un denominatore comune in due cammini diversi, una visione ed una concezione diverse.

Due scienziati, due mondi eppure un denominatore comune : l’amore per le scienze, ciascuno dalla sua angolatura, ma, soprattutto, l’attenzione per l’uomo sebbene nell’uno sembri non trapelare in nome del tecnicismo, eppure il fulcro di tale tecnicismo non può non essere proprio l’uomo.

L’attenzione suscitata sul famigerato e tanto atteso “trapianto di testa” su viventi, chissà, ci si interroga, se mai avverrà e con quali esiti, ha richiamato tanti interrogativi, sicuramente non mancano quelli di ordine e natura giuridici.

Se è vero che a volte la legge pone domande alle quali la scienza non sa rispondere e la scienza risponde a domande che la legge non pone (come sembrerebbe affermare Nigel Eastman, Professore emerito in etica e diritto dell’Università di Londra) e se è vero come non sia semplice immaginare il collegamento ed il salto tra una scansione neurale del cervello ed una condotta umana, ciò potrebbe superarsi solo in nome della formazione ed informazione.

Per questo un ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito e contribuiranno nel futuro all’informazione e, soprattutto alla formazione, in attesa chissà, che ai tanti interrogativi se ne aggiungano di nuovi se, presto il Prof. Canavero rivolgerà altrove la sua attenzione, magari questa volta al cervello, come sembrerebbe.

Con l’auspicio che le scienze nell’interazione con ogni altra disciplina siano sempre al servizio dell’uomo, per il suo bene ed il suo benessere psico-fisico, che non vi debba mai essere conflitto ma sinergia nell’eterogeneità e che, ogni scienziato sia sempre illuminato ed abbia dentro di sé la giustizia morale.

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