mercoledì 8 agosto 2018

Il Transumanismo: protagonista del dibattito delle idee del Corriere - seconda parte


di Alberto Carrara. Ieri commentavo le prime due pagine dell'inserto domenicale del Corriere della Sera 'La Lettura' n. 347 uscito il 22 luglio scorso che ha dedicato la prima sezione 'Il dibattito delle idee' ad alcuni approfondimenti sul transumanismo e il postumano. Pagina 4 si apre con il profilo in primo piano del tecnoscienziato e futurista Raymond (Ray) Kurzweil (1948), fondatore della Singularity University, il cui costosissimo summit italiano si terrà a Milano i prossimi 2-3 di ottobre. Da New York Massimo Gaggi titola con le parole del direttore della sezione ingegneria di Google: 'La mia sfida all'eternità: cento pastiglie ogni giorno'. Prolungare la vita biologica, ritardarne l'invecchiamento, insomma, sfidare la morte e vivere più a lungo, meglio e, in un futuro, per sempre! Ne è convinto Kurzweil che sin dai 5 anni aspirava a diventare un inventore. 
Gaggi ne tratteggia una biografia invidiabile, ricca di successi. Basti ricordare che nel 1965 (questo non lo annota l'autore) l'adolescente erede di Thomas Edison, Kurzweil, vinceva un importante premio del MIT per aver progettato uno dei primissimi sistemi computazionali di composizione di brani musicali. La certezza di Kurzweil è che 'l'intelligenza umana e delle macchine si fonderanno potenziando l'umano: un superuomo destinato a vivere per centinaia di anni' (p. 4). Suona al leitmotiv della prima stagione della serie Netflix Altered Carbon (2018).
A lato dell'articolo la promozione di un fumetto intitolato: La fabbrica dei corpi che ripercorrendo la storia della medicina protesica, mette in luce la fragilità del nostro corpo e la genialità della nostra mente 'tecnologica'.

Pagina 5 presenta il volto barbuto e sorridente dell'informatico e biogerontologo Aubrey de Grey (1963-) che, intervistato per l'inserto del Corriere da Alessia Rastelli, sostiene che 'L'uomo eterno forse è già nato. Basta ringiovanire le nostre cellule'. Lui, de Grey, è uno dei volti più noti, discussi, controversi per alcuni, del movimento transumanista (sarebbe meglio declinare il tutto al plurale: come esistono molteplici correnti filosofiche di postumanismo, così i movimenti transumanistici sono plurali, spesso legati a singoli personaggi di spicco come de Grey e Kurzweil, ma anche Itskov e altri). L'obiettivo di de Grey è ritardare progressivamente l'invecchiamento e il danneggiamento delle nostre cellule modificando la nostra genetica, in un certo senso, 'sanandola' e purificandola attraverso l'epigenetica. 

Pagina 6 e 7 chiudono la sezione con un articolo di Claudio Magris intitolato 'Nietzsche oltre l'uomo' che corona la visione transumanista dalle sue basi filosofiche: 'non già un Superuomo fu quello immaginato dal più grande diagnostico della crisi europea, piuttosto un nuovo stadio antropologico, un salto evolutivo della nostra specie, mutando la stessa natura psico-fisica dell'individuo e smussando le distanze con i robot'. 

Per un anno intero, dal giugno del 2017 a luglio di quest'anno, il gruppo di ricerca in neurobioetica ha affrontato criticamente, con una metodologia interdisciplinare, questi appassionanti, ma anche inquietanti, scenari relativi al postumanismo e al transumanismo. Continueremo la riflessione nel nuovo anno, dal 21 settembre, occupandoci delle sfide della cosiddetta roboetica. Venerdì ne saprete di più con il lancio della brochure 'neurobioetica e roboetica'.  

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