BAW 2013: Neuroeconomia e dipendenze


Giovedì 7 marzo 2013 dalle ore 15:30 alle 19:00, la Facoltà di Bioetica all’interno del Master di Bioetica, ha ospitato un pomeriggio di studio sul tema: La crisi economica tra individuo e società. Effetti sulla Neuroeconomia dei processi decisionali, incremento del gioco d’azzardo e del rischio suicidario, presso l’aula Master dell’Ateneo Regina Apostolorum di Roma.

L’evento, in collaborazione con il Gruppo di Neurobioetica (GdN), la Scuola Internazionale di Specializzazione con la Procedura Immaginativa (S.I.S.P.I.) e con la Brain Awareness Week (BAW) promossa dalla DANA Foundation, è il secondo degli eventi BAW romani organizzari dal prof. P. Alberto Carrara, LC. Coordinatore del Gruppo di Neurobioetica, e dal dottor Alberto Passerini, presidente della S.I.S.P.I.

Si può leggere il programma QUI.


La Facoltà di Bioetica in collaborazione con BAW - Brain Awareness Week - The Dana Alliance for Brain Initiatives (USA), ha organizzato un convegno dal titolo: LA CRISI ECONOMICA TRA INDIVIDUO E SOCIETA’.  EFFETTI SULLA NEUROECONOMIA DEI PROCESSI DECISIONALI, INCREMENTO DEL GIOCO D’AZZARDO E DEL RISCHIO SUICIDARIO.

La recente crisi finanziaria ha causato un notevole aumento del numero di persone che, venendosi a trovare in condizioni economiche critiche, sono esposte a situazioni di stress elevato e diventano particolarmente vulnerabili a patologie depressive, sostituendo, alla passione per il proprio lavoro ed al tentativo di farcela, il fallimento e la disperazione, con conseguente aumento del rischio suicidario. La combinazione di situazione economica critica e stress elevato può anche rendere le persone facile preda dell’illusoria speranza data dal gioco d’azzardo. L’aumento dei suicidi nei senza lavoro, tra i maschi, è stato del 45,5% tra il 2008 e il 2010 (Rapporto Eures 2010) (ANSA 2012).  E nel gioco d’azzardo l’Italia sembra essere il più grande mercato europeo nonchè uno dei più grandi al mondo (Reuters): i Monopoli di Stato, nel 2011, vi hanno ricavato  il 5% del PIL,  in aumento per l’anno successivo  di oltre il 12%.  I soggetti più vulnerabili appaiono essere i giocatori a basso reddito, minori, giovani adulti, soggetti con precedenti di dipendenza o con facile accesso al gioco d’azzardo (Libro Verde, Commissario Europeo M.Barnier).


Premesso che il Suicidio non porta soluzioni ma soltanto la fine della lotta e quindi un sollievo illusorio seppure “definitivo”, nelle ipotesi patogenetiche si possono chiamare in causa aspetti irrazionali dei processi decisionali nel comportamento economico del soggetto: in particolare situazioni in cui processi cognitivi consapevoli lasciano il posto a processi automatici che influenzano in modo importante decisioni e comportamenti.
Questi processi sono oggetto di interesse della neuroeconomia.  Una nuova scienza che studia il funzionamento della mente umana in relazione ai processi decisionali nella soluzione di compiti economici. Un’altra ipotesi esplicativa riguarda le “dipendenze  positive” ovvero  il rischio che un individuo, in una condizione particolarmente vulnerabile, rimanga intrappolato in una compulsione.  In tal caso il processo decisionale potrebbe essere influenzato dalle rappresentazioni astratte della gratificazione (Schulz 2000): il denaro, il potere, la sicurezza, il successo, ecc.  Nell’alterazione di questo specifico circuito si perde la capacità della gratificazione differita a favore della necessità di quella immediata, condizione ancora più grave se si tiene conto dellateoria della perdita del controllo inibitorio (Valtorta 2010).  Infine si può evocare il mobbing sociale (Vento 2005) secondo cui il prevalere del forte (istituzioni, debitori insolventi, ecc.) sul debole (piccoli imprenditori, commercianti, lavoratori autonomi, creditore, ecc.) aumenta il rischio suicidario.
La gravità psico-sociale di questi fenomeni ha portato ad interrogarci, anche in base alla specifica esperienza professionale di psicoterapeuti e counselors, su come l’Esperienza Immaginativa possa aiutare a prevenire e/o curare il peggio.  Ne è derivata un’ipotesi di modello d’intervento basato: per quanto riguarda il suicidio, sul cogliere anticipatamente i segnali della spinta motivazionale e della sua attuabilità; per quanto riguarda la dipendenza e la compulsione, sull’attuazione di una dinamica di gruppo. L’obbiettivo è quello di sostituire ai vissuti nati da situazioni economiche foriere di sentimenti di fallimento e disperazione, il principio affermato da S.E. il Card. Bertone, secondo il quale il lavoro rappresenta un patrimonio di valori che deve vedere la centralità della persona nel modello di impresa: un patrimonio che genera speranza.  E ancor più l’attenzione si rivolge verso le donne, che si trovano a conciliare lavoro, vita di coppia e maternità (2012).



PROGRAMMA

Moderatore: Alberto Carrara (Gruppo di Neurobioetica - APRA)

INTRODUZIONE
Gonzalo Miranda – Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, Roma

ETICA SOCIALE E PROSPETTIVE ECONOMICHE
Michael Ryan - Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, Roma

FUNZIONI COGNITIVE SUPERIORI E PROCESSI DECISIONALI
Fabio Benfenati – Dipartimento di Neuroscienze e Neurotecnologie, Istituto Italiano di Tecnologia

ALTERAZIONE DEI CIRCUITI DELLA GRATIFICAZIONE
e DELLE CAPACITA’ DECISIONALI
Flavia Valtorta - Università Vita-Salute S.Raffaele, Milano

GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO
Graziano Fiscella – Dipartimento di Salute Mentale e  Dipendenze, ASL3 Genovese

ESPERIENZA IMMAGINATIVA E IDENTIFICAZIONE DEL RISCHIO SUICIDARIO

Alberto Passerini –  S.I.S.P.I., Milano – Roma

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