venerdì 31 gennaio 2014

Cosa ci rende umani? Le neuroscienze iniziano a rispondere!

di Alberto Carrara, LC

Cosa fa che l’essere umano sia così strutturalmente simile ad altri primati superiori, mentre gli si allontana anni luce per capacità come l’autocoscienza e la libertà? La risposta può trovarsi nel cervello? Sarà l’ennesima “neuro-fobia”?

Se lo sono chiesti gli scienziati dell’Università di Oxford che (28 gennaio 2014) hanno pubblicato sulla prestigiosa rivista Neuron uno studio intitolato: Comparison of Human Ventral Frontal Cortex Areas for Cognitive Control and Language with Areas in Monkey Frontal Cortex (10.1016/j.neuron.2013.11.012).

giovedì 30 gennaio 2014

Dal prossimo Nature Neuroscience una panoramica sulla memoria

di Alberto Carrara, LC

Il primo numero di febbraio 2014 della prestigiosa rivista Nature Neuroscience è già online sul sito ufficiale.

Due tematiche saltano subito all’occhio: una è relativa al “dolore” (pain), come ben emerge dalla copertina della rivista e dall’approfondimento sul Focus, sull’Editoriale e sulla sezione Reviews.
L’altra tematica di estrema importanza è quella relativa alla “memoria” umana (memory) che si declina nella sindrome di Alzheimer sia nella sezione News and Views, Brief Communications e Articles.

Nella prima sezione Focus on pain, si definisce così il dolore umano:

Pain can be defined simply as the subjective experience of harm in a part of one's body”. Distinguendo, subito dopo, diversi tipi di “dolore”: “However, there are multiple forms of pain, including nociceptive and inflammatory pain, that involve a complex set of biological processes”.

mercoledì 29 gennaio 2014

Il paziente H.M. e il suo ippocampo

di Alberto Carrara, LC

Anche se di grande rilevanza, non susciterà tanto scalpore nella comunità neuroscientifica internazionale la notizia pubblicata sulla sezione Nature Communications dell’ultimo numero di gennaio 2014 della prestigiosa rivista scientifica Nature (23 gennaio 2014, Vol. 505, n. 7484, pp. 453-580). 

Col titolo Post-mortem examination of Patient H.M.’s brain, Jacopo Annese e colleghi del Brain Observatory dell’Università della California, San Diego, hanno finalmente decifrato, senza ombra di dubbio, le porzioni escisse dal dottor William Scoville nel 1953 al paziente Henry Gustav Molaison, abbreviato nell’acronimo H.M. in letteratura.

Il “caso H.M.” è emblematico per gli studiosi della memoria umana e delle sue basi neuro-anatomiche. 

martedì 28 gennaio 2014

Neuro-enhancement farmacologico: intervista all’esperto italiano Amodio

Il 16 gennaio 2014, sul portale online del “Il Nuovo Medico d’Italia”, il periodico della Federazione nazionale degli Ordini dei medici, l’amica Luisella Daziano ha intervistato uno dei membri del nostro Gruppo di Neurobioetica (GdN), il dottor Vito Antonio Amodio, dirigente medico del Dipartimento Dipendenze Patologiche dell’ASL di Bari.

L’argomento trattato si situa all’interno della neurobioetica del potenziamento cognitivo, in particolare, si considerano i cosiddetti “farmaci potenzianti” che hanno la potenzialità di modificare il normale funzionamento del corpo e della mente.

Riporto il testo originale dell’intervista.

lunedì 27 gennaio 2014

Rubrica del lunedì: Storia della Neuroetica (11)

di Alberto Carrara, LC

Dopo una pausa prolungata dall’ultimo post del 25 novembre, riprende oggi la Rubrica del lunedì: Storia della Neuroetica che ha come sottotitolo: Le sfide della Neuroetica: i dilemmi etici specifici sollevati da questa pseudo-disciplina.

La Neuroetica si presenta come una vera e propria finestra aperta nell’ambito della neuroscienza come della filosofia stessa. Quattro furono i grandi blocchi di tematiche che vennero identificati nelle riunioni di San Francisco (2002), poi rivisitati e ampliati da Judy Illes. Secondo questi esperti, i quattro grandi obiettivi della Neuroetica possono venir classificati in questi termini:

domenica 26 gennaio 2014

Come il cervello controlla il movimento delle nostre braccia

di Alberto Carrara, LC

Un passo in più verso una miglior comprensione di come il nostro cervello (in particolare, la nostra corteccia motoria) controlli il movimento degli arti superiori (braccia) è stato compiuto dai ricercatori della Stanford School of Engineering proprio qualche giorno fa con la pubblicazione, sulla prestigiosa rivista Neuron (vol. 81, n. 2, pp. 438-451; Published online January 22 2014 doi:10.1016/j.neuron.2013.11.003), di un articolo intitolata: Neural Dynamics of Reaching following Incorrect or Absent Motor Preparation.

Il video Neural prosthetics: understanding reach planning è disponibile sulla pagina dell’istituzione americana, come pure su YouTube. Vedi video qui.

sabato 25 gennaio 2014

È possibile visualizzare in vivo le basi molecolari della memoria?

di Alberto Carrara, LC

Il 1° dicembre 2013 a Milano riassumevo in 3 ore di lezione alla Scuola Internazionale di Specializzazione con la Procedura Immaginativa (S.I.S.P.I.) i fondamenti e i principi teorici e pratici della cosiddetta “neurobioetica dellamemoria”.
Un’ottimo compendio è il volume Manipolare la memoria. Scienza ed etica della rimozione dei ricordi, di Andrea Lavazza e Silvia Inglese (Mondadori, Milano 2013) che raccomando vivamente.

Successivamente, proprio all’inizio di questo nuovo anno 2014, la ricerca neuroscientifica che mira a decifrare i fondamenti biologici della memoria sensibile umana ha riportato ulteriori sviluppi.

Venerdì 17 gennaio riassumevo su questo blog la ricerca pubblicata su Cell (vol. 156, 1-2; pp. 261-276, online 16 gennaio 2014) con il titolo: Epigenetic Priming of Memory Updating during Reconsolidation to Attenuate Remote Fear Memories, in cui si espiega il meccanismo d’azione di un nuovo possibile farmaco in grado di intervenire sulla “rimozione” dei ricordi traumatici.

martedì 21 gennaio 2014

RoboEarth: un cervello digitale

di Riccardo Carrara

Cosa potrebbe succedere se dei robot potessero apprendere direttamente dal web? Cosa potrebbero fare se avessero accesso a tutte le informazioni disponibili in internet?

In questi ultimi anni, stiamo assistendo ad una fortissima spinta per quanto riguarda l’ambito dei robot e della cosiddetta intelligenza artificiale. Quello che, in passato, trovava spazio solo nella letteratura e, più recentemente, nella cinematografia, oggi sta diventando realtà. E come sempre la realtà sembra superare ogni immaginazione.


È partito, infatti, da pochi giorni l’importante progetto RoboEarth, che si prefigge di realizzare uno speciale “cervello digitale”, una sorta di enciclopedia virtuale tramite la quale le diverse informazioni possano essere a disposizione di diversi robot, affinché “da soli” si possano aggiornare e quindi possano imparare e migliorare le loro capacità

domenica 19 gennaio 2014

Neuroetica: un nuovo numero monografico!

di Alberto Carrara, LC

Per dirla con i termini utilizzati da Aglioti e Berlucchi nel loro Neurofobia. Chi ha paura del cervello?, i neuro-fobici certamente non saranno molto entusiasti della notizia, mentre i neuro-filici gioiranno. È infatti appena uscito l’ultimo numero della Rivista Internazionale di Filosofia e Psicologia (RIFP, anno 4, numero 3, 2013) interamente dedicato alla nostra amata Neuroetica!

Diretta da Aurelia Delfino, questo numero monografico della prestigiosa rivista, presenta un corposo sommario ricco di articoli interessanti, frutto, come si legge nell’editoriale firmato da Alberto Lavazza e Mario De Caro, dei lavori del IV Convegno Internazionale di Neuroetica svoltosi a Padova nel maggio del 2012.

Come spiegano i due pensatori italiani, “nella cornice del saggio introduttivo... Neuroetica, la nascita di un nuovo tipo di antropologia? si possono collocare le due sezioni tematiche di cui si compone la sezione Studi del presente fascicolo di Rivista Internazionale di Filosofia e Psicologia, dedicata in maniera speciale alla Neuroetica”.

venerdì 17 gennaio 2014

Si può cancellare un ricordo traumatico?

di Alberto Carrara, LC

Sembra che la strada sia ben spianata: rimuovere selettivamente ricordi spiacevoli, non voluti, persino subiti. È quello che la ricerca neuroscientifica d’avanguardia e la neuro-farmacologia stanno cercando di ottenere: la famigerata “pillola dell’oblio”, un farmaco che riesca selettivamente a eliminare uno o più ricordi traumatici.
Sarebbe un’ottimo rimedio, ventilato e promosso per aiutare quelle persone colpite da PTSD, cioè dal disordine post-traumatico indotto da stress (post-traumatic stress disorder), una sindrome oggigiorno sempre più studiata e caratterizzata.

giovedì 16 gennaio 2014

Uomo e donna: il cervello li fa?

di Alberto Carrara, LC

Sabato scorso, 11 gennaio 2014, oltre 4000 persone, in prevalenza giovani e famiglie, si sono trovate in piazza Santi Apostoli a Roma in occasione dell’evento Manif Pour Tous Italia ed hanno pacificamente espresso la loro contrarietà al progetto di legge Scalfarotto contro la cosiddetta “omofobia” che proporrebbe di introdurre il reato di opinione per chi si dicesse contrario al “matrimonio” e all’adozione da parte di coppie gay e, più in generale, alla denominata “cultura del gender”.

Noi ci chiediamo, dopo aver prodotto su questo blog un dossier abbastanza completo, seppur sintetico, sul presunto “cervello gay”: che fondamento neuroscientifico ha questa “cultura del gender”?

Ed ecco che un’ultimissima parola sull’argomento viene dalla scienza, in modo particolare, dalla ricerca neuroscientifica.

Neuroscience, Human Nature and Language: 25 gennaio 2014


Lo STOQ Project ospiterà, sabato 25 gennaio 2014 alle ore 11:00 presso l'Auditorium Pio X a Roma, la STOQ Lecture del professor Noam Chomsky dal titolo: Neuroscience, Human Nature and LanguageQuest'evento è assolutamente un'occasione per entrare in contatto con un grande pensatore dei nostri tempi. 

domenica 12 gennaio 2014

Spiegami le emozioni - 1

di Alberto Carrara, LC

Nel suo compendio divulgativo e sintetico dell’antropologia filosofica, Ramón Lucas Lucas, Ordinario di Antropologia filosofica e Bioetica presso l’Università Gregoriana di Roma, così definisce ciò che normalmente chiamiamo “emozioni”: l’emozione è un sentimento intenso che comporta una commozione organica e che procede sia dalla conoscenza e dalle tendenze di ordine sensitivo, come da quelle di ordine intellettivo. Nell’emozione si ha perciò un duplice aspetto:
·        Interno o sentimentale
·        Esterno o modificazione somatica (Spiegami la persona, ART, Roma 2012, p. 134).

Nelle pagine successive, l’autore procede a descrivere il meccanismo emotivo, gli effetti organici dell’emozione e il controllo delle stesse.

È interessante che l’analisi antropologica relativa alla nostra sfera emozionale venga oggigiorno supportata e integrata da studi neuroscientifici. In effetti, un recente articolo pubblicato online su PNAS (Proceedings of the National Accademy of Sciences) il 27 novembre 2013 (doi:10.1073/pnas.1321664111) da Lauri Nummenmaa, Enrico Glerean, Riitta Hari, e Jari K. Hietanen, si intitola proprio: Bodily maps of emotions.

mercoledì 8 gennaio 2014

I volti della coscienza

di Alberto Carrara, LC

Nell'articolo intitolato Donazione di organi da morti o anche da vivi? uscito su questo blog (14 ottobre) e scritto a quattro mani con Riccardo Carrara, affrontavo la sintesi e discussione di uno dei due recenti articoli apparsi sulla prestigiosa rivista medica NEJM, New England Journal of Medicine, intitolato: “The Dead-Donor Rule and the Future of Organ Donation” (3 ottobre 2013) nel quale si presentava la possibilità della donazione di organi vitali non solo da morti, ma anche da vivi.

Diversi sono gli interventi che da diversi mesi si susseguono su riviste specializzate o su mezzi di comunicazioni divulgativi che considerano quest'argomento. Al nocciolo della questione c'è certamente una visione antropologica e, nello specifico degli argomenti della Neurobioetica, stiamo considerando quella realtà concreta che è la “coscienza” personale.

martedì 7 gennaio 2014

Anno del Cervello in Europa

di Riccardo Carrara

LA SFIDA: Cambiare il modo in cui gli europei pensano al loro cervello.
I PROTAGONISTI: L'European Brain Council (EBC) si è impegnato a rendere il 2014 l'Anno del Cervello. Siamo tutti coinvolti.
LA MOTIVAZIONE: Il cervello è meraviglioso - La struttura più complessa dell'universo si trova all'interno di ognuno di noi. È il cervello umano con miliardi di neuroni. E non è ancora compreso dalla scienza, nonostante i notevoli progressi compiuti negli ultimi anni.

Serve davvero un anno dedicato al cervello? È così importante? Lasciamo che ce lo spieghino gli Ambasciatori del Cervello.

domenica 5 gennaio 2014

È etico tagliare sulla bioetica?

Oggi sul Corriere della Sera a pag. 32 Gian Antonio Stella presenta il caso del giorno che riguarda proprio i tagli alla bioetica. "Non ha senso, in uno Stato spendaccione come il nostro, rosicchiare spiccioli al Comitato nazionale di bioetica pretendendo che i membri (gettoni di presenza: zero) si paghino da sé anche il treno".

Neurofobia - 1

di Alberto Carrara, LC *

NEUROFOBIA, è l’intrigante titolo del libro del neuroscienziato cognitivo Salvatore Maria Aglioti e del fisiologo Giovanni Berlucchi di recente pubblicato dalla Collana diretta da Giulio Giorello Scienza e Idee di Raffaello Cortina Editore (Milano 2013).

186 pagine di testo, una bibliografia di quasi una ventina di pagine (per l’esattezza 19!), Neurofobia. Chi ha paura del cervello?, si struttura in cinque corposi capitoli, incorniciati tra una prefazione (e i relativi ringraziamenti) e un epilogo.

Inizio oggi la presentazione del libro e nelle prossime settimane, di volta in volta, ne riassumerò le idee centrali, apportando qualche commento di carattere personale.

Ringrazio gli autori all’inizio di quest’anno 2014, Anno Europeo del Cervello, per questo sforzo intellettuale.

venerdì 3 gennaio 2014

Priorità ricerca neuroscientifica!

di Alberto Carrara, LC

Il nuovo anno si apre con una richiesta accorata: “scienziati, per favore, parlate del cervello e delle iniziative riguardanti le neuroscienze e cercate di convincere i politici ad investire sulla ricerca che riguarda il cervello umano”!

È questo, in poche parole, il messaggio del primo editoriale 2014 della prestigiosa rivista scientifica Nature Neuroscience intitolato proprio: Funding big neuroscience (January 2014, Volume 17, No. 1, pp.1-143).

Dopo aver sintetizzato il BRAIN Initiative, cioè il colossale progetto Brain Research through Advancing Innovative Neurotechnologies, lanciato dal Presidente degli USA Barak Obama l’anno scorso (2013) e averlo comparato al Progetto Genoma Umano (HGP, Human Genome Project), l’editoriale fa appello agli scienziati e ricercatori di tutto il mondo affinché sensibilizzino l’opinione pubblica e, in modo particolare, i politici, a investire sulla ricerca che mira a decifrare i misteri del cervello e della mente umana, al fine di poter progredire nella comprensione di noi stessi come persone umane e delle numerose patologie a base neurologica che, purtroppo, ancora non hanno una soluzione terapeutica.

Questo blog N&N si unisce a questo accorato appello, ricordando che The European Brain Council ha indetto per il 2014 l’ANNO EUROPEO DEL CERVELLO, 2014 the European Year of the Brain.

mercoledì 1 gennaio 2014

2014, l’anno della Neurobioetica!

Pubblichiamo l’intervista al prof. P. Alberto Carrara, LC, Coordinatore del Gruppo di Ricerca in Neurobioetica (GdN) e Fellow della Cattedra UNESCO in Bioetica e Diritti Umani, all’inizio di questo nuovo anno 2014.


Professor Carrara, l’anno scorso su questo blog per i consueti auguri di inizio 2013 lei scriveva: “Auguro a tutti gli appassionati di neuroscienze, filosofia e neuroetica un sereno anno nuovo ricco di stimolanti esperienze e neuro-illuminazioni. Il 2013 che oggi inizia segna un anniversario speciale per la neuroetica che possiamo così riassumere: buon compleanno Neuroetica! A maggio la neuroetica compirà ufficialmente il 10° anniversario della sua “nascita”. Ma che cos’è la “neurobioetica”?

Innanzitutto un saluto a tutti i nostri lettori del portale Blog N&N – Neuroetica e Neuroscienze e a tutti gli appassionati di neuroscienze, buon anno nuovo!
Come ricordavo un anno fa, e lungo la serie di post sulla Storia della Neuroetica che ogni lunedì (a partire da metà 2013) sono usciti su N&N, il termine neuroetica appare già a livello di letteratura scientifica sin dagli anni 1989 in un contesto prettamente bioetico riguardante le decisioni di fine vita: è il neurologo R. E. Cranford che in un articolo scientifico del 1989 utilizza la denominazione “neuroeticista” sancendo l’ingresso dei neurologi all’interno dei comitati etici ospedalieri.......