lunedì 27 giugno 2016

La mostra londinese sulla coscienza

La recente mostra londinese (Wellcome Collection) di Emily Sargent intitolata States of Mind: Tracing the edges of consciousness e suddivisa in quattro tematiche di fondo, ripresenta, non soltanto la centralità della “coscienza” (consciousness) nella vita umana, considerata la “vita interiore” (the inner life of human beings), bensì pone l’accento sul suo carattere personale, cioè di essere un’esperienza dell’individuo umano nella sua globalità, cioè, nella sua unità. 

Patrick Haggard, nome di spicco nella ricerca neuroscientifica relativa ai correlati neuronali della coscienza (NCC, neuronal correlates of consciousness) e alla presa di decisione cosciente, continuatore della tradizione inaugurata oltre 40 anni fa dal neurofisiologo Benjamin Libet, ha presentato questa mostra sulla rivista specialistica Brain [1].
Si potrebbe partire da quest’input per un’analisi interdisciplinare sulla coscienza. Nel 2012, il gruppo di ricerca in Neurobioetica (GdN) che coordino, ha pubblicato un numero monografico sulla rivista Studia Bioethica sull’argomento: La coscienza, tra mente e cervello.



[1] Haggard P (2016). ‘States of Mind: Tracing the edges of consciousness’. Brain 139 (6): 1862-1864.

martedì 21 giugno 2016

Cambridge Scholars, Frontiers in Neuroethics

di Alberto Carrara, L.C.
Coordinatore del Gruppo di Neurobioetica (GdN)

All’inizi di febbraio di quest’anno (2016) Cambridge Scholars ha pubblicato, nella sezione di filosofia, il volume curato dall’italiano Andrea Lavazza intitolato Frontiere della Neuroetica (Frontiers in Neuroethics. Conceptual and Empirical Advancements). 160 pagine, 8 contributi articolati in due sezioni: la prima riguardante le prospettive teoretiche della Neuroetica; mentre la seconda affronta le prospettive pratiche, cioè più applicative.
Consiglio questo volume per approfondire ulteriormente sulla neuroetica o neurobioetica, tanto nei suoi risvolti clinici riguardanti la coscienza personale, le applicazioni neurotecnologiche (come la stimolazione cerebrale profonda o DBS) a modulare aspetti della personalità, eccetera; come, e direi, soprattutto, per l’approfondimento teoretico allo statuto epistemologico della stessa neuroetica.

sabato 18 giugno 2016

Comportamenti immorali vs morali: come scegliamo il modo di comportarci? Cosa ci dice la contemporanea neurobioetica?

Ieri pomeriggio, presso l’aula Master dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum (APRA), nel contesto delle attività del Gruppo di ricerca in Neurobioetica (GdN) che coordino e dell’ISSR (Istituto Superiore di Scienze Reliogiose), si è svolta la tavola rotonda interdisciplinare tra neuroscienze, psicologia, filosofia, antropologia e teologia intitolata: “Comportamenti immorali vs morali. Come scegliamo il modo di comportarci? Alla scoperta delle fonti motivazionali dell’agire morale”. Riporto di seguito il testo integrale del mio intervento intitolato: Cosa ci dice la contemporanea neurobioetica? La mia presentazione PREZI è consultabile cliccando qui

Alla tavola rotonda sono intervenuti: Tonino Cantelmi, Presidente dell’Istituto di Terapia Cognitivo Interpersonale (Università Gregoriana, La Sapienza di Roma); Barbara Costantini, dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose (APRA); Alberto Carrara, L.C., Coordinatore del Gruppo di Neurobioetica (APRA); Guido Traversa, Coordinatore del Master in Consulenza Filosofica e Antropologia Esistenziale (APRA, Università Europea di Roma); Claudia Navarini, Coordinatrice del Corso di Laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche (UER, Università Europea di Roma). Ha moderato: Marcelo Bravo Pereira, L.C., Direttore dell’Istituto Superiore di Scienze Reliogiose (APRA). 

giovedì 16 giugno 2016

Tavola rotonda interdisciplinare "Comportamenti immorali vs morali"

Domani pomeriggio, 17 giugno, all'APRA un seminario del Gruppo di Neurobioetica (GdN) d'eccezione: tavola rotonda interdisciplinare sulla neurobioetica delle emozioni e il loro ruolo nell'agire morale. Maggiori informazioni qui.

giovedì 9 giugno 2016

Robot e arte, esplorando una stravagante simbiosi

di Alberto Carrara, LC
Coordinatore del Gruppo di Neurobioetica

Robot e arte, esplorando una stravagante simbiosi, mia traduzione dell’appena sfornato volume di ben 456 pagine (218 illustrazioni) della Springer Robots and Art. Exploring an Unlikely Symbiosis edito dall’esperto in robotica Damith Herath, dallo studioso di teatro e fonetica Christian Kroos e dall’artista Stelarc, quest’ultimo particolarmente attivo nell’integrare nelle sue opere d’arte protesi, strutture robotiche, immagini mediche, biotecnologiche e informatiche (tratte da Internet). Il volume, il primo compendio nel suo genere, si snoda in 7 sezioni (o parti) sviluppate in 21 capitoli, ed offre alla comunità scientifica una visione approfondita della cosiddetta “arte robotica” o robotic art attraverso un approccio interdisciplinare che va dall’ingegneria alla robotica, dalle neuroscienze all’arte, interpellando il lettore sui benefici e i rischi, sulle questioni etiche e sulle conseguenze sociali della sempre più frequente interazione ed integrazione dei robot a noi esseri umani. Maggiori informazioni cliccando qui

martedì 7 giugno 2016

L’uomo dinamico, l’ultimo libro sull’evoluzione post-umanistica

di Alberto Carrara, LC
Coordinatore del Gruppo di Neurobioetica

Si intitola The Dynamic Human l’ultimo libro pubblicato dalla Bentham ebook dedicato alle frontiere trans e post-umanistiche dei nostri tempi. Un’interpretazione evoluzionistica sull’avvento dell’era tecnoscientifica, mista alla fede nel potere “cieco” e “casuale” della tecnologia come nuova forza evolutiva in grado di farci (per alcuni, “finalmente”) compiere il transito dall’Homo sapiens all’Homo cyber.
È questa la “ricetta” dei due autori, Maciej Henneberg e Aurthur Saniotis, membri del Biological Anthropology and Comparative Anatomy Research Unit della Facoltà di Medicina dell’Università di Adelaide. Proprio in questo Ateneo, lo scorso 30 maggio è stato presentato il volume.
Non c’è da stupirsi che il grande Raymond (o Ray per gli amici) Kurzweil, uno degli inventori, informatici e saggisti più in voga del nostro tempo e membro di spiggo del progetto trans-umanista “2045”, abbia voluto dedicargli una presentazione sul suo sito ufficiale riprendendo il comunicato dell’Università di Adelaide.

sabato 4 giugno 2016

Questioni etiche relative alla neuroprostetica

di Alberto Carrara, LC
Coordinatore del Gruppo di Neurobioetica

Nei giorni scorsi ho ripreso la tematica emergente in neurobioetica relativa alla roboetica connessa al cosiddetto potenziamento umano (Human Enhancement). Mi sono chiesto, retoricamente, per introdurre l’argomento, se la roboetica avesse bisogno di una guida etica, per poi considerare alcune definizioni attualissime sulla materia.
Oggi voglio parlare della neuroprostetica, un settore, se così volessimo considerarlo, all’interno della roboetica. Che cos’è la neuroprostetica e di che cosa tratta?
Segnalo un articolo di 22 paginette dell’amico e collega Walter Glannon, filosofo e neuroeticista canadese, pubblicato da poco in The Journal of Neural Engineering ed intitolato, nella mia traduzione italiana “Questioni etiche relative alla neuroprostetica [1].

mercoledì 1 giugno 2016

Roboetica si dice in tanti sensi. Ecco i migliori!

di Alberto Carrara, LC
Coordinatore del Gruppo di Neurobioetica

Ieri ci domandavamo sulla necessità di una certa “guida etica” per la robotica ed offrivo una delle ultimissime definizioni di “roboetica” (robot + etica), quella di Spyros G. Tzafestas:

ramo dell’etica applicata, cioè una riflessione filosofica, e perciò sistematica ed informata, che, nello specifico, studia le conseguenze tanto positive, come negative, dei robot nella società allo scopo di suscitare la progettazione, lo sviluppo e l’uso morale dei robot, in particolare dei robot “intelligenti” ed “autonomi” (Roboethics, Springer 2016).

Voglio presentare oggi altre due visioni sulla roboetica e nei prossimi giorni fornire del materiale bibliografico ed un esempio concreto di applicazione sociale e culturale per nulla indifferente.