sabato 23 settembre 2017

Una task force europea per un modello standard di funzionamento del cervello

Science Photo Library / AGF
di Alberto Carrara

“Researchers unite in quest for ‘standard model’ of the brain” - Alla ricerca di un modello standard per le neuroscienze (traduce Le Scienze). È questo il titolo di presentazione dell’ultima task force europea che mira a superare le attuali “crisi” in ambito neuroscientifico e far compiere alla ricerca quel “salto” necessario e auspicato per una miglior comprensione della struttura e funzionamento del nostro organo più importante: il cervello.
Il 19 settembre sulla rivista Nature è stato pubblicato un interessante articoletto sotto la categoria “news”. A firmarlo è Alison Abbott, Senior European Correspondent, da Monaco (Munich), farmacologa presso l’Università di Leeds, per anni editor della rivista Trends in Pharmacological Sciences, collabora con la rivista Nature sin dal 1992 occupandosi di politica europea nei confronti della scienza, in particolare, della biologia, biologia molecolare e neuroscienze. Il testo della Abbott è stato ricorretto su Nature il 21 settembre ed è disponibile open access. La rivista italiana Le Scienze lo ha tradotto integralmente ed è disponibile col titolo Alla ricerca di un modello standard per le neuroscienze.

L’autrice prende le mosse dall’annuncio dell’International Brain Lab (IBL) dello scorso 19 settembre nel quale si dichiara che sulla scia dei grandi consorzi di fisica delle particelle, si cercherà di “imitarne” i principi riunendo “21 dei più importanti laboratori di neuroscienze negli Stati Uniti e in Europa in una gigantesca collaborazione che svilupperà teorie sul funzionamento del cervello concentrandosi su un unico comportamento condiviso da tutti gli animali: la ricerca di cibo, o foraggiamento”. I ricercatori coinvolti dedicheranno circa il 20% del loro tempo a questo progetto. Il modello animale scelto, ovviamente, è il topo.

Concentrandosi su un singolo comportamento, che come ogni complessa funzione animale (e, ancora di più, umana) risulta multifattoriale e perciò multi-funzionale (e multi-strutturale a livello cerebrale e sistemico), gli scienziati cercheranno di approfondire il funzionamento del cervello “visualizzandone”, attraverso le più sofisticate tecniche di ibridazione cervello-chip e di optogenetica, l’attivazione o lo spegnimento nel suo complesso. Al momento il progetto ha a disposizione più di 13 milioni di dollari in cinque anni, cifra che, ci si auspica, tenderà ad aumentare.

La Abbott ripercorre i grandi progetti che dal 2013 sono sorti per “decifrare” i misteri della struttura e del funzionamento di quell’organo ancora così misterioso che è il nostro cervello (Human Brain Project, The BRAIN Initiative, eccetera). Ma ciò che l’IBL si prefigge ha una struttura razionale diversa: è quella mutuata dai progetti sulla fisica e, in particolare, sulla fisica quantistica. Non a caso negli ultimi anni, se si ripercorrono le pubblicazioni in ambito neuroscientifico si potrà constatare la crescita dell’associazione tra neuroscienze e fisica quantistica.  

L’obiettivo è quello di muovere da quella che viene considerata la situazione odierna della ricerca neuroscientifica, detta fase esplorativa, alla creazione e al successivo testaggio di teorie unificanti relative al modo in cui il cervello codifica ed elabora le informazioni, cercando di ottenere l’equivalente del modello standard dei fisici.

L’approccio scelto per questo progetto di neuroscienze sperimentali, a detta del neuroscienziato esperto di coscienza Christof Koch, aiuterà a bypassare l’attuale “crisi” di riproducibilità in ambito neuroscientifico e non solo.

Nei prossimi giorni approfondirò nello specifico le tappe del progetto. Seguiremo con attenzione gli sviluppi di questa importante task force europea e, per il momento, le auguriamo tutto il meglio. Buon lavoro!

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