domenica 8 ottobre 2017

Elaborare una nuova ed entusiasta sintesi antropologica per l’era tecnologica

Città del Vaticano, aula del Sinodo
5 ottobre 2017, 12:00
di Alberto Carrara
nuovo membro della Pontificia Accademia per la Vita

Dal 5 al 7 ottobre si è svolta la 23esima Assemblea plenaria dei membri della Pontificia Accademia per la Vita, la PAV. Un’assemblea “particolare”, perché è stato il primo incontro dei nuovi 153 accademici, provenienti da 37 Paesi, nominati nel marco della riforma della Curia Romana voluta da Papa Francesco. Novità e cambiamento, certamente, ma nel segno della continuità con una storia che rimonta al 1994. Novità nella “duplice logica dell’allargamento e dell’approfondimento” (Mons. Vincenzo Paglia, discorso di apertura, 5 ottobre), cioè dell’inclusione e del dialogo coraggioso nell'intreccio “di opportunità e criticità che interpella l’umanesimo planetario, in riferimento ai recenti sviluppi tecnologici delle scienze della vita. La potenza delle biotecnologie, che già ora consente manipolazioni della vita fino a ieri impensabili, pone questioni formidabili” (Papa Francesco, discorso ai membri della PAV del 5 ottobre).

Gli Accademici italiani insieme al
Presidente Mons. Vincenzo Paglia
Le tre giornate hanno incluso un workshop a porte aperte di una giornata dal tema “Accompagnare la vita. Nuove responsabilità nell’era tecnologica”, come pure diverse sessioni a porte chiuse di riflessione dei nuovi membri accademici. Temi nuovi ed emergenti hanno compreso: la neuroetica, le neuroscienze e neuro-tecnologie applicate alla coscienza, la robotica, il transumanesimo e il postumanesimo, l’editing genetico umano.

La sintesi e missione finale potrebbe riassumersi con queste parole: nell’era tecnologica in cui viviamo, è urgente articolare una nuova ed entusiasta sintesi antropologica alle formidabili sfide biotecnologiche, promuovendo la vita della persona umana e del creato, nostra casa comune.

Ecco il compito che ci attende come accademici al servizio del Magistero e della Chiesa nelle questioni riguardanti la vita e la dignità umana, la sua promozione e salvaguardia.


“Un nuovo inizio”, “un nuovo orizzonte”, “difficile, ma è anche entusiasmante” che passa per quel “raccogliere la sfida” e quel “riprendere l’iniziativa” dialogando con gli uomini e le donne di oggi con “menti generose e illuminate”, che sappiano aprire “strade per la scienza e la coscienza nella loro epoca. Il mondo ha bisogno di credenti che, con serietà e letizia, siano creativi e propositivi, umili e coraggiosi, risolutamente determinati a ricomporre la frattura tra le generazioni”. È questa la “rivoluzione culturale” inclusiva e propositiva che promuoverà realmente il benessere di ogni essere umano (Papa Francesco, discorso ai membri della PAV del 5 ottobre). 

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