venerdì 22 dicembre 2017

Neuroetica e Coscienza: temi emergenti di ricerca della rinnovata PAV

Neuroetica e Coscienza, al primo posto
tra i temi PAV 2018
Alberto Carrara
membro corrispondente della Pontificia Accademia per la Vita

Dal 5 al 7 ottobre 2017 presso la Città del Vaticano si è svolta la 23esima Assemblea plenaria dei membri della Pontificia Accademia per la Vita, la PAV di cui sono onorato di far parte come nuovo accademico per il quinquennio 2017-2022. Nel post Elaborare una nuova ed entusiasta sintesi antropologica per l’era tecnologica sintetizzavo i lavori delle tre giornate di ottobre. Oggi riporto alcuni dei frutti di ricerca elaborati da noi 153 accademici, provenienti da 37 Paesi, che sottolineano – a mio avviso – quella “duplice logica dell’allargamento e dell’approfondimento” (Mons. Vincenzo Paglia, discorso di apertura, 5 ottobre), cioè dell’inclusione e del dialogo coraggioso nell’intreccio “di opportunità e criticità che interpella l’umanesimo planetario, in riferimento ai recenti sviluppi tecnologici delle scienze della vita. La potenza delle biotecnologie, che già ora consente manipolazioni della vita fino a ieri impensabili, pone questioni formidabili” (Papa Francesco, discorso ai membri della PAV del 5 ottobre).

Durante la terza giornata di assemblea, il 7 ottobre, suddivisi in gruppi linguistici, a noi accademici è stato richiesto di riflettere sulle emergenti sfide della contemporaneità, dell’uomo e della donna di oggi e presentare gli argomenti sui quali, a nostro avviso, come Accademia Pontificia a servizio del Magistero della vita di Papa Francesco, dovremmo riflettere ed offrire una risposta.

Accademici PAV italiani con Mons. Paglia
Il gruppo di accademici di lingua italiana ha presentato all’intera assemblea plenaria diverse tematiche emergenti. La prima riguarda esplicitamente la neo-disciplina della neuroetica: quel contesto interdisciplinare di riflessione sistematica ed informata sulle neuroscienze e sulle neuro-tecnologie applicate ad ogni fase della vita dell’essere umano e sulle interpretazioni delle stesse neuroscienze. Neuroscienze che, come contesto multidisciplinare sorto in ambito medico-clinico a partire dal 1962 ad opera di Francis Otto Schmitt, annoverano tutte le cosiddette 16 sotto-specialità “neuro-consentite” (per seguire la riflessione di Salvatore Maria Aglioti e Giovanni Berlucchi, autori di Neurofobia. Chi ha paura del cervello?, pp. 65-67): dalla neuro-chimica e neuro-biologia, dalla neuro-farmacologia alla neuro-endocrinologia, dalla neuro-istologia alla neuro-anatomia, dalla neuro-fisiologia alla neuro-genetica, dalla neuro-immunologia alla neuro-psicoendocrinologia, dalla neuro-psicoimmunologia alla neuro-psichiatria, dalla neuro-psicologia alla neuro-matematica, sino alla emergenti neuro-informatica e alla neuro-robotica.

All’interno di questa innovativa e stimolante riflessione interdisciplinare che è la neuroetica, gli accademici italiani hanno individuato nella tematica e realtà della coscienza quell’aspetto specifico su cui concentrare la ricerca.

La sinergia e convergenza con gli accademici degli altri gruppi linguistici hanno fatto sorgere le 4 aree o progetti di ricerca della PAV per il prossimo quinquennio:

§  Cure palliative
§  Coscienza, neuroscienze ed etica (neuroetica)
§  Robotica
§  Editing genetico.

Queste quattro aree, costituiscono l’articolazione concreta, cioè la risposta pratica ed operativa, di quella che è stata la sintesi e la missione finale della 23esima Assemblea plenaria dei membri della PAV di ottobre 2017: nell’era tecnologica in cui viviamo, è urgente articolare una nuova ed entusiasta sintesi antropologica alle formidabili sfide biotecnologiche, promuovendo la vita della persona umana e del creato, nostra casa comune.

Ecco il compito che ci attende come accademici al servizio del Magistero di Papa Francesco e della Chiesa nelle questioni riguardanti la vita e la dignità umana, la sua promozione e salvaguardia.


“Un nuovo inizio”, “un nuovo orizzonte”, “difficile, ma è anche entusiasmante” che passa per quel “raccogliere la sfida” e quel “riprendere l’iniziativadialogando con tutti gli uomini e le donne di oggi con “menti generose e illuminate”, che sappiano aprire “strade per la scienza e la coscienza nella loro epoca. Il mondo ha bisogno di credenti che, con serietà e letizia, siano creativi e propositivi, umili e coraggiosi, risolutamente determinati a ricomporre la frattura tra le generazioni”. È questa la “rivoluzione culturale” inclusiva e propositiva che promuoverà realmente il benessere di ogni essere umano (Papa Francesco, discorso ai membri della PAV del 5 ottobre). 

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