mercoledì 14 febbraio 2018

Mai il trapianto di testa in Cina!


Alberto Carrara. Lo aveva previsto The Gardian il 17 novembre scorso (2017) quando titolava che non c’è stato e ‘forse’ mai ci sarà il cosiddetto ‘trapianto di testa’ nell’essere umano. Dean Burnett analizzava l’annuncio dato dal neurochirurgo Sergio Canavero del supposto ‘successo’ dell’intervento di anastomosi cefalo-somatica su cadavere umano eseguita in Cina pochi giorni prima. Burnett metteva in evidenza le molteplici ‘criticità’ sia per poter parlare di ‘successo’, come del fatto che realmente si trattasse di ‘trapianto di testa’.
Non trascorse nemmeno una settimana che venerdì 24 novembre, proprio mentre col nostro gruppo di ricerca in neurobioetica (il GdN) discutevamo a Roma degli aspetti neurochirurgici di questa procedura insieme al neurochirurgo Aldo Spallone (vedi video), l’incaricato del governo cinese in materia di trapianti di organi Huang Jiefu affermava categoricamente in un’intervista a China Daily: ‘mai permetteremo che tali sperimentazioni cliniche avvengano in Cina’!
Huang Jiefu, in passato ministro della Sanità cinese, attualmente è il direttore della commissione cinese sulla donazione di organi e i trapianti (the China National Organ Donation and Transplantation Committee).
Tutto bloccato al momento. La Cina ‘bandisce’ il trapianto di testa nell’essere umano etichettandolo come non etico. Si dice ‘mai dire mai’; staremo a vedere se la Cina e altri Paesi nel mondo manterranno la loro posizione nei confronti di queste ‘procedure’ chirurgiche, da alcuni, considerate ‘di frontiera’. Noi come gruppo di ricerca in neurobioetica ne stiamo analizzando a 360 tutte le implicazioni: tecniche, filosofiche, teologiche, psicologiche, giridiche, ma soprattutto, etiche e bioetiche. Seguici su facebook.

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