di
Alberto Carrara, L.C.
Santiago del Cile. Da lunedì 10 agosto ho iniziato i moduli intensivi
per studenti e docenti dell’ Università Finis Terrae all’interno di una
delle grandi tematiche contemporanee, quella del trans e post-umanismo.
Le lezioni durano 4 settimane, sino al 4 settembre. La prima settimana è
stata dedicata all’amplia introduzione ai corsi: La persona nell’era
del post-umano. Tecnologia e neuroscienze al servizio del sogno
dell’immortalità: una riflessione interdisciplinare all’interno della
neurobioetica contemporanea. I concetti che si sviluppano lungo il corso
sono quelli di: cyborg, coscienza, corporeità, neuroscienze, immortalità, etc.
Oggi presento il primo grande capitolo dedicato ai fondamenti
tecnologici e neuroscientifici che possono trovarsi alla base di
riflessioni trans e post-umanistiche contemporanee. La presentazione PREZI in lingua spagnola è disponibile QUI.
Il
percorso che ho scelto di sviluppare parte dalla descrizione storica dell’ampia
tematica relativa al trapianto di cervello umano. Attraverso un video (in
lingua spagnola) ho introdotto i due scienziati che per primi hanno
sperimentato tecnologie di trapianto di testa in modelli animali, per essere
precisi, in ordine cronologico:
il chirurgo russo
Vladimir Demikhov, che nel 1954 realizzò con successo per la
prima volta nella storia della medicina il trapianto di testa da un cane ad un
altro;
il chirurgo
americano Robert White che nel 1970-71 portò a compimento il
primo trapianto di testa da una scimmia, nel corpo di un’altra.
Attualmente e
recentemente, il neurochirurgo italiano Sergio Canavero ha annunciato al
mondo la data del primo trapianto di testa nell’essere umano: il 2017. Il
suo progetto di ricerca si chiama: “GEMINI” ed è stato presentato in due
pubblicazioni apparse sulla rivista Surgical
Neurology International (SIN) nel 2013 e nel 2015.
Dopo questa
prima panoramica, ho presentato, con l’aiuto di un video, l’evoluzione
della tecnologia in campo robotico. Un secondo video illustra la vera e propria
“umanizzazione” della robotica stessa, sempre più plasmata ad “immagine”
umana.
Ho dedicato
successivamente un lungo paragrafo ad illustrare e descrivere le scoperte ed
applicazioni neuro-tecnologiche che stanno costituendo una vera e propria “robotizzazione”
dell’umano. Mi riferisco al’ambito delle interfaccie: cervello-macchina
(o computer) e cervello-cervello, da alcuni anche ribattezzate
interfaccie mente-mente.
Dopo aver
sintetizzato la storia degli sviluppi di interfaccia cervello-macchina in
modelli animali, che sfruttano le conoscenze del funzionamento della corteccia
motrice e, recentemente, della corteccia parietale, ho presentato
alcuni casi emblematici in cui nell’essere umano, già si sono applicate con
successo tali interfaccie cervello-computer-protesi robotiche. Mi riferisco al
caso di Jan Scheuermann (The
Lancet, 2013; Journal of Neural
Engineering, 2015), di Erik G. Sorto (Science, maggio 2015) e, infine, della cosiddedda “telepresenza
robotica” descritta e presentata a giugno di quest’anno (Proceedings of the IEEE, 2015).
Dopodiché ho
illustrato le ultime conoscenze neuroscientifiche relative alla “coscienza
umana”, tematica “iceberg” per quanto concerne l’individuazione
delle aree e delle specifiche reti neuronali che sottendono la manifestazione dell’autocoscienza
soggettiva.
Infine,
muovendo dalle recentissime affermazioni di Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook,
sulla cosiddetta “telepatia” nell’ambito del prossimo futuro della
comunicazione globale, ho presentato le ultimissime innovazioni neuro-tecnologiche
relative alle interfaccie cervello-cervello nell’essere umano.
Cito solamente
le sigle e le denominazioni di questi ultimi sviluppi:
B2B (Brain-to-Brain, PLOS One, agosto e novembre 2014),
B2T (Brain-to-Text, Front. Neurosci. 12 giugno 2015)
Brainets (Brain-to-Brain
Networks, Scientific Reports, 9 luglio
2015).
Il capitolo si
conclude con una presentazione esaustiva del cosiddetto progetto 2045
del miglionario russo Dmitry Itskov che riassume in un intento trans e
post-umanista tutti questi sviluppi relativi alla robotica e al cervello umano.








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