![]() |
| Il dott. Ishiguro e la copia robotica di se stesso |
di Alberto Carrara, LC
Dopo i miei corsi estivi universitari
in Cile dedicati all’ampia tematica neurobioetica relativa al trans e
post-umanismo, che sintetizza due grandi ambiti di ricerca, la robotica e le
neuroscienze, oggi voglio presentarvi uno dei protagonisti della cosiddetta “umanizzazione
della robotica”. Si tratta del dottor Hiroshi
Ishiguro, tra l’altro, punta del progetto 2045.
Hiroshi Ishiguro è il
direttore dell’ Intelligent Robotics Laboratory della citta
giapponese di Osaka. La sua fama, nell’ambito dell’ingegneria robotica si deve
alla produzione di numerosi umanoidi e androidi dalle sembianze notevolmente
umane. Questi “strumenti” che a detta dello stesso Ishiguro, rendono presente l’essere umano, hanno
sembianze maschili e femminili. Hanno persino dei nomi: Robovie, Repliee,
Geminoid (nelle sue due versioni, al momento), Telenoid e Elfoid. Di seguito si
può scorrere la galleria relativa a queste evoluzioni tecnologiche, QUI.
Il dottor
Ishiguro ha fatto parlare di sé a livello mediatico quando ha prodotto le due
versioni di Geminoid, la replica
robotica di se stesso!
Nella
visione post-umanistica questa è una
delle prime fasi: la produzione del “guscio” o “involucro”, insomma, per
capirci, dell’avatar che dovrà
contenerci, meglio, che dovrebbe contenere la coscienza personale umana, da decodificare a partire dal cervello e
poi da rendere digitalizzabile, cioè mera informazione da poter passare a
piacimento su diversi supporti.
Se da un lato, è indubbio e
magnifico lo sviluppo tecnologico legato alla robotica, basti pensare alle
applicazioni, ancora esigue, di protesi sofisticate attraverso sistemi di
interfaccia cervello-macchina, dall’altro canto, sono numerose le questioni antropologiche e neurobioetiche
che sottendono, non i dati
scientifici e gli sviluppi tecnologici, ma le
visioni o interpretazioni dell’umano di stampo post-umanistico. Oltre alla grandissima e dibattutissima
questione legata alla “coscienza” e “autocoscienza” soggettiva e alle sue basi neurofisiologiche, ciò che
considero maggiormente rilevante nel dibattito è proprio il tema della corporeità umana. Può il nostro corpo umano essere semplicemente un guscio
interscambiabile a piacimento? Può
la nostra corporeità essere così estrinseca da noi stessi da potercene
liberare? ...


Nessun commento:
Posta un commento