di
Alberto Carrara, L.C.
Santiago del Cile. Continuano i corsi intensivi per studenti e
docenti dell’ Università Finis Terrae all’interno di una delle grandi
tematiche contemporanee relativa al trans e post-umanismo. Le lezioni sono
iniziate il 10 agosto e concluderanno il 4 settembre. La prima settimana
è stata dedicata ad un’estesa introduzione ai corsi: La persona
nell’era del post-umano. Tecnologia e neuroscienze al servizio del sogno
dell’immortalità: una riflessione interdisciplinare all’interno della
neurobioetica contemporanea. La seconda settimana si è svolta
all’insegna dello sviluppo tecnologico relativo alla robotica e alle
applicazioni neuroscientifiche all’essere umano. I concetti approfonditi lungo
il corso sono quelli di: cyborg, coscienza, corporeità, neuroscienze,
immortalità, etc. Oggi presento il secondo grande capitolo dedicato ai fondamenti
filosofici alla base delle riflessioni trans e post-umanistiche
contemporanee. La presentazione Prezi (in lingua spagnola) è disponibile QUI.
Il
secondo capitolo del corso La persona nell’era del post-umano presenta all’inizio
una riflessione sui concetti di “tecnica” e di “tecnologia”,
ques’ultima considerata la versione scientifica della tecnica stessa che si
sviluppa a partire dell’età moderna con l’introduzione del cosiddetto metodo
sperimentale o empirico.
Dopo
aver chiarito ed approfondito la realtà dell’essere umano quale “animale
tecnologico”, frutto dell’intrinseca indeterminazione e inespecializzazione
della nostra natura organico-biologica permeata dalla razionalità astrattiva,
ho presentato brevemente uno degli autori più significativi del movimento
post-umanista, mi riferisco a Nick Bostrom.
La
parte centrale di questo capitolo ha analizzato i paradossi delle possibili
soluzioni al “problema” del rapporto anima-corpo/mente-corpo/mente-cervello,
soluzioni che spesso danno il “la” e alimentano certi miti di immortalità
immanente. Nell’epoca moderna si realizzano tre operazioni concettuali che
oggigiorno sono alla base del post-umanismo:
l’escissione
cartesiana delle due realtà che compongono l’essere umano, cioè, la
componente materiale (res extensa) e
quella psichico-spirituale (res cogitans),
di modo ché esse vengano a considerarsi realtà radicalmente eterogenee e
incomunicabili. L’autore per eccellenza di quest’operazione è Renato
Cartesio;
la
seconda fase la porta a termine il filosofo John Locke, che identifica
la persona umana con l’autocoscienza soggettiva,
mentre
la terza e ultima operazione la compie Julien Offray de La Mettrie con
la sua operetta L’uomo macchina: dopo aver completamente svincolato il
corpo dallo spirito, ed aver ridotto quest’ultimo alla coscienza attuale, con
de la Mettrie la corporeità umana viene concepita come un puro meccanismo. 




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